SHALOM
mensile ebraico d'informazione e cultura
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La festa del matrimonio? Che stress! PDF Print E-mail
Written by A CURA DI GIORGIA CALÒ E MIRIAM SPIZZICHINO   
Monday, 16 May 2016
Il giorno più importante della vita può presentare problemi organizzativi. Sono tanti i dettagli da curare, ma oggi fortunatamente esistono consulenti professionali che aiutano gli sposi

Il matrimonio è l’evento più importante nella vita dei giovani ebrei; un precetto che ristabilisce l’unità originaria di Adamo che conteneva in sé il principio maschile e quello femminile e provvede alla continuità del popolo ebraico, attraverso la procreazione, tendente a creare quell’atmosfera di Kedushà che rende solida la famiglia ebraica e le assicura la felicità e la benedizione divina. Col trascorrere degli anni, di generazione in generazione l’idea del matrimonio si è evoluta e con questa le sue tradizioni, a partire dall’organizzazione stessa del matrimonio: a curare l’evento erano gli sposi e le loro famiglie che si occupavano di ogni singolo dettaglio della cerimonia e del banchetto, seguendo le antiche tradizioni. Rispetto al passato, il matrimonio oggi richiede una vera e propria regìa e spesso, perché tutto avvenga nelle modalità attese e nei tempi giusti, è bene ricorrere all’aiuto di un wedding planner nella scelta di tutti i dettagli che possano rendere il giorno delle nozze un ricordo magico. Il più apprezzato è il mitico Enzo Miccio che con le sue doti creative, la sua grande esperienza e l’attenzione per i dettagli che lo contraddistingue, saprà dar vita a un evento indimenticabile. Una nuova tendenza in ambito di matrimoni è la scelta di un filo conduttore per rendere l’ambiente armonico e curato. Il primo passo per i futuri sposi è la scelta della palette cromatica: i colori di fiori, inviti, save the date, decorazioni di vario tipo, centritavola, bomboniere sono da selezionare, coordinare e mescolare per creare un’immagine curata e personalizzata delle nozze. Uno dei toni più amati è il corallo, un colore caldo che ben si abbina ai classici crema e bianco. Il set floreale richiede la preparazione di addobbi per la cerimonia e il ricevimento, una profusione di fiori freschi che adornano l’ambiente, irradiando luce e colori. Per le decorazioni una tendenza molto chic è quella di sostituire i centrotavola con fiori sospesi che acquisiscono così un aspetto ancora più scenografico sistemati sulla tavola come veri e propri lampadari colorati. Un servizio molto richiesto è formato dalle postazioni Flower Express che permetteranno di ricavare in diretta dalle composizioni floreali piccoli gadget per gli invitati come braccialetti, ghirlandine e bouquet, un ricordo del matrimonio e una possibile alternativa alla bomboniera. Nell’ambiente ebraico, ultimamente, hanno preso il via cinque categorie di matrimoni. Il Shabby chic wedding, tendenza di questi ultimi anni che si fonda sul mix sapiente di tradizione e romanticismo, capace di mescolare i toni del pastello, pizzi e merletti ad oggetti del passato conferendo allo stile del matrimonio connotazioni uniche. Il Beach wedding, ovvero sposarsi in riva al mare magari al tramonto dove le uniche luci capaci di illuminare la serata sono quelle delle candele dolcemente adagiate sulla sabbia e quella della luna che si riflette nel mare. Il Country Chic wedding, ovvero un giardino con un grande arco ricco di fiori dove celebrare il rito nuziale, tavole imbandite con cesti di frutta e fiori di campo, balle di fieno e cassette della frutta, un menù rustico, gustoso e colorato, questi gli ingredienti per un matrimonio all’aperto. Il Romantic wedding, una dimora d’epoca che si presta ad un allestimento di grande atmosfera, la luce delle fiaccole che illumina un castello o una villa, tovaglie bianche, argenti e cristalli, i lumi di decine di candele, una torta da sogno e per finire i fuochi d’artificio che concludono con la loro spettacolarità una giornata indimenticabile. Il Modern wedding, un colpo d’occhio scenografico per accogliere gli ospiti in una lunga tavolata imperiale decorata con centrotavola di vetro che contengono piccole candele e fiori galleggianti, grandi candelieri di cristallo, peonie e rose, tanti nastri e perfino rami di tessuto. Normalmente il matrimonio è un evento riservato alla famiglia e agli amici, ma ci sono spose che non la pensano così e vogliono rendere il loro giorno ancora più indimenticabile mandandolo in televisione nel programma “4 matrimoni” in cui quattro spose si sfidano partecipando ai rispettivi matrimoni e dando un voto all’evento per vincere una luna di miele. È il caso di Arlene, una giovane ebrea americana che nel luglio 2015 ha stupito le avversarie con un matrimonio ebraico tradizionale tutt’altro che modesto e riservato; insomma non contava solo il numero degli invitati, ma anche quello degli spettatori. E che dire di uno dei principali protagonisti di questa giornata: l’abito da sposa. La tradizione vuole che il giorno delle nozze la sposa indossi un abito bianco che rappresenta la purezza e l’inizio di una nuova vita con il marito; la tradizione del velo invece inizia con Rivkà che ne indossò uno durante il suo matrimonio con Yitzhak in segno di modestia. La sposa moderna, oltre a rispettare le regole di abbigliamento della sinagoga, non cerca la modestia, ma vuole che tutti gli occhi siano puntati su di lei e sul suo meraviglioso abito romantico e sensuale, per questo si trascorrono mesi a cercare l’abito perfetto negli atelier più famosi; non più un abito che la copra dalla testa ai piedi, ma abiti a sirena, scolli a cuore, gonne corte, lunghe, con balze pizzi, merletti e tutto quello che possa mettere in risalto la sua silhouette, renderla elegante e stupire lo sposo nel giorno delle nozze. Dulcis in fundo il momento più atteso del matrimonio: il banchetto (o meglio la festa); la cucina ebraica romana ha una fortissima tradizione anche riguardante i cibi che si usava servire ai matrimoni: cibi semplici come pasta e fagioli, carciofi alla giudia, arrosto o pesce; oggi invece in un banchetto che si rispetti non può mancare la moda del momento: il sushi, o alcuni tra i piatti più famosi della cucina tripolina che sono entrati a far parte della tradizione ebraico-romana, come la hraimi e la shakshouka.

A CURA DI GIORGIA CALÒ E MIRIAM SPIZZICHINO

 
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