SHALOM
mensile ebraico d'informazione e cultura
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Il suo passato è importante, così come il suo futuro PDF Print E-mail
Written by YOHANNA ARBIB-PERUGIA   
Thursday, 22 June 2017
In mezzo secolo, la Jerusalem Foundation ha dato vita ad oltre 4000 progetti di riqualificazione urbana. Lo spiega la presidente Yohanna Arbib-Perugia

La celebrazione dei 50 anni dalla riunificazione di Gerusalemme è la giusta occasione per fare un bilancio della capitale d’Israele, i risultati ottenuti in breve tempo e le opportunità che si presenteranno in futuro. Se scattassimo una foto dall’alto, un’immagine satellitare di Gerusalemme oggi, e eliminassimo tutti gli investimenti che la Jerusalem Foundation ha fatto nella città, ci troveremmo di fronte ad un paesaggio molto arido. Più di 4000 progetti portano il suo nome e grazie ai nostri amici e sostenitori da tutte le parti del mondo più di un miliardo di dollari sono stati investiti su Gerusalemme in 50 anni, fin da quando il leggendario sindaco Teddy Kollek fondò la Jerusalem Foundation. Nel settembre del 1966 Kollek creò la Fondazione pur non sapendo come lei stessa o la città si sarebbero sviluppate nel corso degli anni. Il modo in cui oggi Gerusalemme si presenta, lo si deve all’idea del sindaco, che si occupò delle esigenze infrastrutturali, educative, culturali e collettive per tutti i cittadini di Gerusalemme – ebrei, musulmani e cristiani. La visione di Kollek rimane tutt’oggi fondamentale e ci accompagna nel nostro lavoro. Dirigo un’organizzazione di attenti professionisti a Gerusalemme e giorno dopo giorno continuiamo a plasmare una città moderna e vibrante, identificando e rispondendo ai bisogni dei cittadini e creando opportunità per lo sviluppo economico, per le popolazioni vulnerabili, per l’educazione, per le arti e la cultura, per il dialogo, per una esistenza condivisa e per la tutela del patrimonio culturale. Gerusalemme 2017: a 50 anni dalla sua riunificazione, la città rispecchia a stento la Gerusalemme di un decennio, di due decenni o di cinque decenni fa. Negli anni successivi alla Guerra dei Sei Giorni nel 1967 Gerusalemme ha subito un enorme cambiamento demografico. Il 10 giugno del 1967 il 25% della città era araba e il 17% era ultraortodossa. Oggi il 37% dei cittadini di Gerusalemme sono arabi, il 34% sono ultraortodossi, costituendo più del 70% della popolazione della città. Con i cambiamenti demografici nel corso dei decenni sono sopraggiunte opere di ristrutturazione: scuole, centri comunitari, parchi e giardini, istituzioni culturali, ospedali, case di riposo, centri sportivi e altro. Insieme ai nostri partner, tra cui la Municipalità di Gerusalemme e l’Autorità per lo Sviluppo di Gerusalemme e i sostenitori da tutto il mondo, continuiamo ad affrontare, man mano che si presentano, le esigenze infrastrutturali della città. Tuttavia le costruzioni di oggi sono strutture realizzate secondo uno schema prefissato, specificatamente indirizzato al fabbisogno della tipologia di popolazione a cui è destinato. Dividendo il mio tempo tra Gerusalemme e Roma, so che per comprendere veramente Gerusalemme, bisogna viverla – il suo passato e il suo presente. È rispettata per la sua storia antica, per il significato religioso che ha per le tre fedi monoteistiche, per il settore tecnologico in rapido sviluppo e per la sua crescita straordinaria. Tuttavia si valuta in realtà per le evidenti opportunità nelle sfide dei tempi odierni. Per apprezzare pienamente Gerusalemme bisogna capire e riconoscere cosa è necessario per costruire una città vibrante e fiorente per tutti i cittadini – ebrei, arabi e cristiani, laici e ultraortodossi, giovani e anziani. La nuova realtà oggi include una profonda comprensione della demografia della città e dei suoi bisogni. Con una proporzione crescente di cittadini ultraortodossi e arabi, tutto quello che facciamo a Gerusalemme oggi deve rivolgersi a questi due gruppi che rappresentano una parte così considerevole della città. Il gruppo ultraortodosso, per esempio, è ben conosciuto per l’impegno nello studio a lungo termine, ma non di argomenti che contribuiscono all’occupazione. Per questa ragione, la Fondazione crea delle opportunità educative che offrono agli ultraortodossi un ingresso nella società civile e nel mondo lavorativo. I cittadini di Gerusalemme est hanno diritto alle stesse opportunità di quelli di Gerusalemme ovest: infrastrutture come parchi e giardini, ristrutturazioni di scuole, associazioni giovanili e centri comunitari che si trovano in prevalenza a Gerusalemme ovest. Altrettanto importante è continuare a investire in uno sviluppo economico che migliori la qualità della vita nella sua interezza. Affinché possa essere una città attraente per le giovani famiglie, sono di fondamentale importanza l’alta qualità delle scuole, la vita collettiva e un ricco panorama artistico e culturale. Allo stesso tempo, Gerusalemme è la città più povera del paese, in cui risiedono molti cittadini in difficoltà: studenti con bisogni speciali, ragazzi con situazioni a rischio, disabili e anziani. Uomini e donne devono affrontare sfide in tutte le fasi della vita ma cercano di superare le situazioni difficili per costruire vite sane e produttive. Noi identifichiamo questi bisogni, creiamo una coesione nelle comunità deboli, rafforziamo gli svantaggiati e assicuriamo la dignità dei cittadini più anziani e più giovani della città. Non possiamo trascurare soprattutto il fatto che Gerusalemme sia un luogo storico per gli ebrei e per tutti gli uomini di fede. Per questa ragione, dalla riunificazione di Gerusalemme, la Fondazione ha restaurato alcuni dei luoghi sacri nella città vecchia, siti archeologici vicino al Muro Occidentale, il Kishle adiacente al Museo della Torre di David, il Mulino di Montefiore (Montefiore Windmill) nel quartiere di Mishkemot Sha’nanim, appena fuori la Città Vecchia e molto altro ancora. Continuiamo ad impegnarci per preservare i siti antichi e preziosi della città perché il nostro passato è importante quanto il nostro futuro. Alcune delle trasformazioni di Gerusalemme sono visibili anche a quei visitatori che ritornano frequentemente, testimoni di straordinari cambiamenti. Altri sono meno evidenti. Tuttavia posso promettere che Gerusalemme continuerà a crescere, a svilupparsi, ad essere la capitale ispiratrice per tutti coloro che vogliono conoscerla ed amarla. Non dobbiamo mai dimenticare che Gerusalemme conta più di 830.000 residenti ed è fondamentale lavorare tutti insieme nel loro interesse, al fine di plasmare il futuro, creando una città fiorente, fonte d’ispirazione per la sua gente e per il mondo, preservando il suo passato e gettando le basi per un futuro dinamico. Ciò che dona un fascino eterno a Gerusalemme sono le sue apparenti contraddizioni. C’è una Gerusalemme mistica e spirituale, nota come “Yerushalaim Shel ma’la”, la Gerusalemme sacra e una Gerusalemme materiale, concreta, con la sua esistenza quotidiana, nota come “Yerushalaim Shel Mata”, la Gerusalemme terrena. La bellezza è quando questi due aspetti convergono e la Gerusalemme mistica si fonde con la realtà quotidiana.

YOHANNA ARBIB-PERUGIA, Presidente Jerusalem Fondation

 
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