SHALOM
mensile ebraico d'informazione e cultura
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Un’opera d’arte che attraversa la storia PDF Print E-mail
Written by MARIO DEL MONTE   
Friday, 21 July 2017
In esposizione 130 prestigiose opere dall’antichità alla modernità, provenienti da santuari e dai grandi musei di Parigi, Londra e Gerusalemme

L’incredibile sforzo conseguito dai curatori della mostra “La Menorà: Culto, Storia e Mito” ha fatto sì che nelle due sedi in cui si articola l’esposizione siano presenti opere provenienti da tutto il mondo. Importanti istituzioni come il Louvre di Parigi, la National Gallery di Londra, l’Israel Museum di Gerusalemme ed il Jewish Museum di New York hanno gentilmente prestato alcuni dei loro inestimabili capolavori. Tra le opere esposte al Braccio di Carlo Magno spicca la presenza della Pietra di Magdala che fa il suo esordio in una mostra. Datata intorno al 60 d.C., è stata rinvenuta nel 2009 tra i resti di una sinagoga sul lago di Tiberiade in Israele da un pool di studiosi dell’Israel Antiquities Authority. La pietra usata come trono per i rotoli della Torà o come leggio, ci dà una testimonianza delle reali forme della Menorà del Tempio di Gerusalemme. Molto affascinanti sono anche il me’il, il manto usato per coprire il Sefer Torah su cui è raffigurata una ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, e il parokhet zaddiq del Cinquecento che evoca le due colonne del Tempio costruito da Salomone che ispirarono il Bernini nella realizzazione del Baldacchino della Basilica Vaticana. Per quanto riguarda le opere dell’arte cristiana, il candelabro del Santuario della Mentorella è quello certamente più fedele alla Menorà raffigurata nell’Arco di Tito. Sempre al Braccio di Carlo Magno sono esposti diversi candelabri liturgici cristiani che riprendono le forme della Menorà. In particolare sono presenti i due candelabri di Maso di Bartolomeo ed il misterioso Candelabro Trivulzio del 1200. La Menorà, soprattutto dal Rinascimento in poi, è anche stata usata come simbolo in molte opere pittoriche: Raffaello ne collocò l’immagine al centro dell’affresco della “Cacciata di Eliodoro dal Tempio”, Giulio Romano e Marcello Venusti ne fecero un elemento dominante nelle loro ricostruzioni di episodi della Bibbia. Al Museo Ebraico invece è possibile ammirare la Tabula Magna Lateranensis, un’iscrizione in mosaico della fine del 1200 giunta dalla Basilica di San Giovanni in Laterano. L’iscrizione elenca i tesori custoditi nella cattedrale di Roma nominando anche l’Arca dell’Alleanza e la Menorà di cui viene ricordato l’arrivo. Oltre ai diversi reperti prestati dai Musei Vaticani e da alcune istituzioni israeliane, al Museo Ebraico sono esposti due dipinti di inestimabile valore: “La distruzione del Tempio di Gerusalemme” di Nicolas Poussin, in cui la Menorà è raffigurata accanto al generale romano Tito pronto a razziarla, e “L’annunciazione a Zaccaria” di Andrea Sacchi dove invece il candelabro fa da sfondo alla vicenda.

MARIO DEL MONTE

 
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