SHALOM
mensile ebraico d'informazione e cultura
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Pizzeria kamikaze: seminario glocal (globale e locale) con l’intellettuale Edagr Keret a Budapest PDF Stampa E-mail
Si può svelare il significato della vita a 19,99 shekel?Provocatorio, ironico e destabilizzante è il titolo “19,99!” scelto per l’edizione ungherese del libro di Edagr Keret, autore israeliano di grande successo di sceneggiature per il cinema, storie per la televisione, racconti brevi, libri di fumetti e di un musical. Il titolo allude al racconto “Per soli 19,99! (iva e spese di spedizione comprese)” inserito in una raccolta di venticinque racconti per la prima volta tradotti in lingua ungherese da Anrdras Borgula, fondatore del Golem Theatre di Budapest nel 2005.“Non c’era nessun teatro ebraico a Budapest, ed ho pensato che mancava qualcosa in una comunità di 70.000 persone”, racconta Borgula.Il Golem Theatre non è solo un teatro ma è anche un workshop creativo, un saloon letterario, un centro di produzione, traduzione e diffusione della cultura ebraica ed israeliana.L’occasione dell’arrivo di Keret a Budapest per la presentazione del suo nuovo libro, ha indotto il Golem Theatre in collaborazione con il Danube Weinberg Region, ad organizzare un seminario culturale dal 3 al 5 a aprile su e con Edagr Keret intitolato Pizzeria Kamikaze.Il Danube Weinberg Region, un’iniziativa del JDC’s Community Development, si occupa di sviluppare ed offrire esperienze ed iniziative di incontro per gli ebrei dell’Europa centrale: Slovacchia, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca, Croazia, Germania, Ungheria, ed Italia. Le manifestazioni proposte dall’organizzazione mirano a sviluppare la creatività ebraica, alimentano un cerchio sinergico, stimolano i partecipanti ad arricchire culturalmente la propria comunità d’appartenenza grazie all’ebraismo locale con cui entrano in contatto.Il seminario non è stato solo il movente per conoscere il quartiere ebraico di Budapest, ma di sondare la complessità, attraverso la lettura e discussione di racconti, di un intellettuale come Edgar Keret, proprio in una città come Budapest, che vanta uno dei tassi di suicidi più alti al mondo.L’aldilà dei suicidi è il tema di una raccolta di racconti, Pizzeria Kamikaze, nonché il titolo del seminario. Nonostante il ricorrere di questo atto estremo nella produzione letteraria dell’autore, Keret sottolinea come “nelle mie storie c’è un forte amore per la vita - e potrebbero essere accompagnate da uno spot pubblicitario- Life, you should try some times (La vita, dovresti provala a volte)” e spiega come “ quando qualcuno è molto vicino al suicidio; quando realizzo che mi posso uccidere, ma scelgo di non farlo -questa scelta- mi rende veramente responsabile della mia vita”.Keret non si riconosce nell’intellettuale che assume la funzione di dare delle direttive chiare alla vita del suo pubblico, anche se “In Israele l’artista riveste un ruolo molto tradizionale, specialmente lo scrittore, che solitamente è politicamente impegnato; ed io penso che ci sia qualcosa nel fatto di scrivere in ebraico, che è la lingua della Torah, che inconsciamente trasforma il ruolo dello scrittore in quello di profeta biblico”. L’autore israeliano prende distanza da questa visione profetica e spiega come tra scrittore e lettore si possa instaurare un rapporto di superiorità o di parità intellettuale, quest’ultima posizione sicuramente caldeggiata dallo scrittore di 19,99 che instilla il germe del dubbio…Si può svelare il significato della vita a “19,99!” shekel? Karen Naccache
 
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