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L’urlo muto di Gilad Shalit: restituitemi la libertà PDF Stampa E-mail
Il 24 giugno alle 23.00, si sono spente le luci del colosseo, del castello sforzesco e della mole antonelliana: roma, milano e torino sono unite per ricordare, nel giorno del quarto anniversario, il rapimento e l’ingiusta detenzione del giovane israeliano Gilad Shalit.
di GIACOMO KAHN

Il 24 giugno alle 23.00, si sono spente le luci del colosseo, del castello sforzesco e della mole antonelliana: roma, milano e torino sono unite per ricordare, nel giorno del quarto anniversario, il rapimento e l’ingiusta detenzione del giovane israeliano Gilad Shalit.

Sono trascorsi esattamente 1.460 giorni senza sole e 1.460 notti senza stelle e luna, giorni vissuti in solitudine, in compagnia solo dei suoi aguzzini e carcerieri. contro questa barbarie, per protestare per l’insensibilità di una banda di criminali che si chiama Hamas (che nega ogni visita o anche un semplice scambio epistolare); contro l’indifferenza del mondo disposto sempre ad accusare israele, ma menefreghista per il destino di un giovane e innocente caporale, si sono mobilitati i sindaci e le istituzioni locali delle tre città italiane. a roma la manifestazione più ampia e suggestiva con migliaia di persone, ma soprattutto con la testimonianza accorata del padre di Gilad, noam shalit: “Sono quattro anni che alla Croce Rossa Internazionale, o a qualsiasi altra organizzazione umanitaria, è precluso di stabilire un contatto con Gilad, nonostante l’attuale attività delle organizzazioni umanitarie nella Striscia di Gaza.

Da quattro anni Hamas viola e ignora la III Convenzione di Ginevra. Tiene prigioniero Gilad come un ostaggio per ricattare Israele; è una grave violazione del diritto internazionale e un grave crimine di guerra ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto di Roma. Chi pretende che siano rispettati i propri diritti, ha il dovere di rispettare i diritti degli altri, e non può continuare a ignorare il diritto internazionale e i diritti umani più basilari.”. Proprio sul tema del rispetto dei diritti, molto duro, è stato il presidente della comunità ebraica di roma riccardo Pacifici: “Dove sono Emergency e Gino Strada? Dove è Amnesty International? Dove sono i pacifisti? O meglio i pacifinti? Che cosa hanno fatto per Shalit? Nulla. Queste organizzazioni non hanno risposto all’appello; sollecitate ad aderire all’evento, hanno deciso di non aderire e li ringrazieremo per questa ‘coerenza’”. ben diversa la scelta – giusta e morale - dell’osservatorio dei diritti umani, Human rights Watch, che ha chiesto ad Hamas di interrompere “il trattamento crudele e inumano riservato a shalit”. sulla vicenda del rapimento di shalit – che è bene ricordare è avvenuto in territorio israeliano – non si possono fare distinzioni o distinguo, non c’è spazio per prese di posizioni equivoche: Hamas è completamente colpevole.

“Due anni fa fu adottata all’unanimità – ha ricordato il sindaco alemanno – la decisione di nominare Gilad Shalit cittadino onorario di Roma. Da quando c’è la sua immagine sul Campidoglio, gli ipocriti e i pacifisti a senso unico stanno lontano da quella piazza. Se non si amano verità e giustizia, se non si amano tutti i popoli, non si ha il diritto di parlare di pace”. Parole ribadite anche dal presidente della Provincia zingaretti: “Nessuno faccia finta di non sapere, faccia finta di non vedere, di non capire e di dimenticare Gilad Shalit. Le responsabilità sono chiare: il suo rapimento è un atto di terrorismo”. alla manifestazione hanno partecipato il ministro andrea ronchi (“Israele non sarà mai solo: non si tocca il diritto di Israele ad esistere”); il presidente dell’udc, lorenzo cesa; il presidente della regione lazio, renata Polverini; il rabbino capo, riccardo di segni; il direttore de il foglio, Giuliano ferrara; il consigliere dell’ambasciata di israele, lironne bar-sadeh, il presidente dei giovani ebrei italiani, Giuseppe Piperno; il presidente del benè berith Giovani, angelo moscati. la serata contro l’indifferenza – come l’ha definita il presidente del b.b., sandro di castro – iniziata con le immagini del video di shalit girato dalla prigionia, si è conclusa con le immagini dei bambini delle scuole romane ‘bambini del mondo’ e ‘vittorio Polacco’ che hanno letto e commentato la favola “Quando il pesciolino e lo squalo si incontrarono per la prima volta”, scritta da Gilad all’età di nove anni: un messaggio di speranza e di lieto fine che oggi deve sostenere la sua liberazione. lungo l’elenco delle organizzazioni che hanno aderito alla manifestazione: Giovane italia (Pdl); Giovani democratici (Pd); il foglio; Partito repubblicano italiano; Giovani udc; sinistra per israele; associazione nazionale Partigiani italiani – roma; università luiss; forum nazionale giovani; associazione romana amici d’israele; informazione corretta; american Jewish committe; fondazione de fonseca; Keren Kayemet leisrael; associazione medica d’italia; assessorato ai giovani ucei; federazione delle associazioni italia – israele; associazione medica ebraica d’italia; sohnut italia – agenzia ebraica per israele; Giovani Per il futuro; Keren Hayesod; associazione salvamamme; associazione parlamentare di amicizia italia-israele.

GIACOMO KAHN
ha collaborato Melissa Sonnino

 
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