SHALOM
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Neutrali fino in fondo PDF Stampa E-mail
il rapimento di shalit desta grande preoccupazione:
lo spiega Francesco Rocca, commissario straordinario della croce rossa italiana.
di DANIEL MOSSERI

Sono passati quattro anni da quando il caporale di tsahal Gilad shalit è stato rapito da Hamas in territorio israeliano. Quattro anni durante i quali Hamas non ha mai permesso che Gilad fosse visitato, neppure dalla croce rossa internazionale. viene dunque da chiedersi se l’organizzazione umanitaria si sia attivata con sufficiente impegno per tutelare il giovane militare. a sHalom il commissario straordinario della croce rossa italiana, francesco rocca, ha ricordato che “quella di Shalit è una situazione che stiamo seguendo sin dall’inizio e con grande preoccupazione”. rocca ha ricordato che, dopo i recenti fatti del convoglio navale bloccato da israele, anche il comitato internazionale della cri ha preso posizione richiamando israele da un lato e i palestinesi dall’altro al rispetto dei diritti umani, e menzionando il caso di shalit.

Una nota rilevante, ha spiegato rocca, proprio perché il comitato lavora con il sistema della confidenzialità, “presentando alle parti in conflitto le criticità e le violazioni delle quali chiedono la rimozione”. in altre parole, il comitato si fa sentire pubblicamente solo quando ritiene che la forza persuasiva sia inutile. Qual è dunque il ruolo del comitato che menziona allo stesso tempo shalit e le violazioni israeliane nei confronti dei palestinesi? rocca, che ricorda “la splendida collaborazione esistente tra croce rossa italiana e il maghen david adom”, risponde ricorrendo a una metafora: “la cri ha una ‘mamma’ – ossia una federazione di 186 società nazionali che interviene nei casi di calamità naturale come il terremoto ad Haiti – e un ‘papà’: un soggetto autonomo di diritto privato con sede in svizzera, che tutela l’ortodossia della croce rossa, che veglia sul rispetto dei principi fondatori e delle convenzioni”. il comitato è l’unico organo deputato a intervenire nelle situazioni di conflitto, come quella, appunto, israelo-palestinese. Gli apparenti equilibrismi verbali del comitato, che menziona Gilad assieme al blocco economico su Gaza, sono giustificati da rocca come il risultato “di un lavoro difficile e delicato portato avanti su un terreno di lavoro duro”. e poiché la croce rossa cerca di contemperare le esigenze di sicurezza di israele con le aspirazioni del popolo palestinese, finisce per scontare la propria neutralità davanti ad alcuni settori dell’opinione pubblica. “Una neutralità – ribadisce rocca – vissuta fino in fondo e che espone la Croce Rossa a critiche ma che è specchio della diplomazia umanitaria”. meno articolata la posizione di amnesty international il cui portavoce per l’italia, riccardo noury, si è limitato ad affermare che “Amnesty International segue da tempo con grande preoccupazione la vicenda di Gilad Shalit. In più occasioni abbiamo messo in evidenza che la cattura di ostaggi, così come la loro prolungata detenzione allo scopo di premere per uno scambio di prigionieri, costituiscono violazioni delle norme del diritto internazionale umanitario. Recentemente – ha aggiunto noury –, abbiamo ribadito all’amministrazione de facto di Hamas a Gaza che trattare Gilad Shalit come ostaggio, impedire i suoi contatti con la famiglia e negare le visite della Comitato internazionale della Croce Rossa, sono flagranti violazioni della Quarta Convenzione di Ginevra”. noury ha preferito non commentare le recenti iniziative della società civile come la manifestazione al colosseo alla presenza del padre di Gilad, noam shalit. diverso l’atteggiamento della croce rossa italiana secondo cui “qualunque iniziativa pacifica volta a far rispettare le convenzioni di Ginevra è sempre la benvenuta”.

DANIEL MOSSERI

il comitato internazionale della croce rossa (cicr) è un’associazione privata di diritto svizzero con sede a Ginevra ed è composto da un numero variabile fra tra 15 e 25 persone fisiche anche di nazionalità non svizzera. il cicr ha ricevuto il Premio nobel per la pace nel 1917, nel 1944 e, insieme alla federazione internazionale delle società di croce rossa e mezzaluna rossa, nel 1963 in occasione del centenario della croce rossa. la sua competenza esclusiva sulle zone di conflitto per le attività del movimento internazionale della croce rossa obbliga a una riflessione: se per esempio la mezzaluna rossa iraniana volesse inviare aiuti umanitari a Gaza potrebbe farlo solo dopo l’esplicita richiesta del comitato.

 
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