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    Il Consiglio dei leader ebraici della European Jewish Association (EJA) si è riunito a Roma per discutere le sfide affrontate dalle comunità in questo periodo, dove la guerra ha portato a una recrudescenza dell’odio antisemita mai vista prima.

    “L’EJA ha deciso di fare un tavolo operativo per scrivere un’agenda in 18 punti per il 2024” ha spiegato Riccardo Pacifici, vicepresidente dell’EJA, presente ai lavori insieme ad altri 40 leader, tra cui: presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun, l’assessore ai Rapporti Istituzionale Alessandro Luzon, il presidente della Comunità Ebraica di Milano Walker Meghnagi, di Firenze Enrico Fink, di Trieste Sandro Salonicchio e il vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Milo Hasbani. A porgere i saluti anche il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni.

    Secondo quanto è emerso dalle testimonianze dei vari leader, i governi in Europa non stanno facendo abbastanza. Secondo il Consiglio, c’è un’incapacità politica e dell’ordine pubblico di agire in base alla legislazione anti-odio e anti-BDS già in vigore, e nonostante molti paesi abbiano sottoscritto la definizione IHRA, quasi nessuno aderisce ai suoi principi.

    “Le leggi e le definizioni non valgono la carta su cui sono stampate in questo momento”, ha affermato un leader della comunità ebraica olandese, citando il numero di proteste che sostengono il genocidio e la pulizia etnica degli ebrei in Israele. Il clima d’odio che si respira nei Paesi Bassi ha portato la comunità ad annullare un festival del cinema israeliano.

    “Uno delle prime decisioni prese dal Consiglio, presieduto dal presidente del Consistoire di Parigi Joel Mergui, che ha accolto la mia proposta, è quella di cambiare la nostra strategia di comunicazione” sottolinea l’ex presidente della comunità ebraica romana, spiegando che non non possiamo costantemente rivendicare il fatto che siamo state vittime della Shoah e che la nascita dello Stato d’Israele fa parte di un processo più lungo. “Dobbiamo rivendicare oggi più che mai il progetto del sionismo – ha aggiunto Pacifici – Dobbiamo inoltre ringraziare quelle personalità del mondo politico e istituzionale in Europa, del mondo dei social media, degli opinion leaders e dei giornalisti che non si sono piegati alla volontà di boicottare lo Stato ebraico”.

    Al Consiglio sono intervenuti l’inviato speciale di Israele per la lotta all’antisemitismo Michal Cotler-Wulsh, l’ambasciatore di Israele in Italia, Alon Bar, l’inviato speciale dell’Italia per la lotta all’antisemitismo Pasquale Angelosanto e il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha ricevuto a Palazzo Giustiniani alcuni rappresentanti delle Comunità ebraiche europee. Presenti alla cena di gala anche Maria Elena Boschi e Renata Polverini.

    “Il Senato segue il dramma del popolo di Israele e le vicende che interessano gli ebrei non solo di Israele, ma dell’Italia e di ogni parte del mondo. – ha dichiarato La Russa – Non solo non ci possono essere Italia e Europa senza ebrei, ma non ci può essere la nostra realtà storica e culturale senza le radici cristiano ebraiche”. Il presidente del Senato ha anche ribadito fermamente il supporto a Israele e al suo diritto a difendersi, che comprende anche la distruzione di Hamas. Nel corso dell’incontro ha anche indossato una medaglietta, donatagli dal presidente dell’EJA Rav Menachem Margolin, per ricordare gli ostaggi ancora nelle mani dei terroristi nella Striscia di Gaza.

    “Come leader ebrei, è nostro dovere proteggere le nostre comunità. Il messaggio dei leader delle comunità in seno al Consiglio è chiaro: l’UE e i governi devono tradurre le loro parole in azioni significative” ha affermato Margolin in una nota.

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