Skip to main content

Ultimo numero Novembre – Dicembre 2025

Scarica il Lunario

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati







    Cultura

    Il potere delle parole in mostra al Museo Polin di Varsavia

    Il Museo Polin di Varsavia presenta la mostra “Il potere delle parole”, un viaggio attraverso le lingue che hanno accompagnato gli ebrei dispersi in tutto il mondo nel corso dei secoli, a cura di Tamara Sztym in collaborazione con il Museo Ebraico di Praga.

    Nelle sale espositive si snoda il racconto di come gli idiomi si siano via via evoluti fino a diventare lo spazio dello sviluppo culturale del popolo ebraico che è vissuto nella diaspora, è stato plasmato nella sfera del sacro ed è oggi espressione di quotidianità, identità religiosa, sociale, locale e nazionale, traendo forza dalla diversità e dalla continuità.

    L’ebraico è al centro dell’allestimento nelle sue diverse declinazioni di lingua antica, lingua sacra e lingua moderna. L’alfabeto piò essere così guardato, ascoltato e scritto oppure ci si può immergere, in uno spazio colmo di lettere, come se fossero un ornamento finemente intrecciato.

    Il viaggio parte della fonte dell’ebraico per molti secoli inutilizzata come lingua di uso quotidiano, preservata nelle preghiere, nei rituali e nelle Sacre Scritture; per duemila anni lingua viva della spiritualità, portatrice di tradizione e identità. La sacralità della lingua ebraica deriva dal suo profondo legame con la Torah; dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme, lo studio del testo sacro e il suo commento divennero il fondamento della continuità dell’ebraismo. Una tradizione mistica attribuiva un potere divino alle lettere ebraiche: i cabalisti credevano che avessero preso parte all’atto della creazione divina. Iscrizioni ebraiche adornavano sinagoghe, oggetti rituali e amuleti, citazioni della Torah comparivano ampiamente nello spazio religioso.

    Nella mostra grande attenzione è dedicata anche al processo di rinascita della lingua ebraica: tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo cominciò a essere usata anche nella sfera laica, inizialmente come lingua della letteratura e della stampa e successivamente come lingua dell’uso quotidiano nel neonato Stato d’Israele.

    Migrando e stabilendosi in diverse parti del mondo, gli ebrei crearono lingue che combinavano le influenze degli idiomi locali con elementi dell’ebraico: parole, costruzioni grammaticali e, soprattutto, l’alfabeto ebraico, utilizzato per scrivere le nuove lingue. È così che nacquero il giudeo-arabo, il giudeo-persiano, il ladino (giudeo-spagnolo), il giudeo-italiano o lo yiddish. Come risultato di questi processi, le comunità ebraiche erano per lo più multilingui. L’ebraico veniva usato nella sfera religiosa e rituale, le lingue ebraiche secolari come lo yiddish o il ladino nella vita comunitaria quotidiana e le lingue locali nei contatti con le popolazioni del posto.

    Significativi sono gli oggetti originali presentati nelle sale espositive come una coppa magica babilonese con iscrizioni aramaiche del II secolo, le stele tombali ebraiche con epitaffi greci del I secolo a.e.v., il manto sefardita per la Torah del XVII secolo, la parochet riccamente decorata con iscrizioni ebraiche, numerosi amuleti ebraici del XIX e XX secolo, un libro di preghiere ebraico miniato del XIV secolo, particolari sono anche le stampe, i manifesti e i libri.

    La mostra offre uno spazio di riflessione universale su come le lingue si intrecciano, si influenzano a vicenda e cambiano al ritmo delle migrazioni, degli incontri e della cultura globale, è  anche un invito a valorizzare il nostro patrimonio linguistico, a riflettere sulla nostra lingua: da dove proviene, come si sviluppa e dove può condurci.

    Foto: Polin Museum 

    CONDIVIDI SU: