
Alcuni mesi fa Riccardo Pacifici, già Presidente della Comunità Ebraica di Roma, nel suo nuovo incarico di Presidente della Casa di Riposo Ebraica, ispezionò con cura la struttura della quale era divenuto responsabile: nel visitare nel novembre 2025 i depositi, notò nel fondo un seggio antico abbandonato lì da molti anni, tutto impolverato, ma nel complesso abbastanza in buone condizioni. Aveva subito compreso che si poteva trattare di un seggio particolarmente importante appartenente ad una delle cinque Scole (Sinagoghe), andato disperso dopo che furono abbattute nel 1908, e interpellò il restauratore Claudio Bracci, esperto nel restauro di mobili antichi, per vedere se fosse stato possibile ridare vita a questo manufatto. Il restauro ha portato alla luce un’opera unica: un arredo liturgico ebraico datato 1847, realizzato per una delle cinque Scole sinagogali, con una chiara funzione e una committenza documentata da un’iscrizione. Queste caratteristiche lo hanno reso subito un pezzo rarissimo e irripetibile ed è riapparso dopo un attento restauro in tutta la sua eleganza e magnificenza. Il seggio si rileva come un “sedile per il Sefer Torah”. I fori alla base, servivano per fissare i puntali (Atzei Chaym) del rotolo della Legge durante la lettura pubblica. La sua posizione era sicuramente accanto alla Bimah (La pedana di lettura, chiamata Tevà).
La “Scola Nuova” (Scuola Nova) era una delle Cinque Scole del Ghetto di Roma che furono attive per più 300 anni, ma in seguito dopo la costruzione del Tempio Maggiore nel 1904, quattro anni più tardi furono demolite. Tale seggio venne commissionato da Yoseph Castelli. L’iscrizione che cita il medico Yoseph Castelli non è solo una firma. È una testimonianza della prassi ebraica del mecenatismo e della filantropia (Tzedakà) dove i membri agiati della Comunità finanziavano opere per il bene comune. Celebra sia il donatore, che il fine sacro, come si può leggere dalla traduzione delle iscrizioni poste nella cornice superiore così tradotta dall’ebraico: “Seggio per l’onore della madre della sapienza. La legge del Signore è perfetta” (Salmo 19, verso 8); e al centro da destra: “L’anziano onorevole medico Yoseph Castelli, che la sua rocca lo preservi, ha fatto realizzare per la Scola Nuova il Signore la protegga nell’anno 1847”.

La data 1847 e il legno di noce ci permettono di stabilire lo stile con precisione. Questo seggio è un perfetto esempio di revival storicista della metà dell’ottocento, ma con caratteristiche specifiche. È in stile eclettico e romano, imponente e solenne, con spigoli dritti e un aspetto maestoso.
Il seggio restaurato è stato collocato nel Museo Ebraico di Roma, in un ambiente a clima controllato per preservare il legno di noce.
Il ritrovamento di questo seggio rappresenta un evento di straordinario valore storico ed artistico, non solo per la Comunità Ebraica di Roma, ma per il patrimonio artistico cittadino. Il fatto che provenga dalla Scuola Nova lo rende una reliquia materiale di un’epoca e di un luogo di fondamentale importanza per la storia ebraica romana. La descrizione con destinazione e dedica, trasforma questo mobile da semplice arredo a documento storico di una Comunità, delle sue personalità e della sua devozione.
La storia del ritrovamento ad opera del Presidente della Casa di Riposo Riccardo Pacifici e soprattutto il fatto di essersi reso conto dell’importanza del seggio che aveva di fronte, il lavoro svolto con grande perizia e professionalità dal restauratore Claudio Bracci, merita di essere raccontata perché ci hanno restituito una testimonianza tangibile della vita religiosa, dell’arte e della filantropia all’interno del Ghetto di Roma a metà del XIX secolo.
È un atto di memoria e di ricostruzione della nostra storia ebraica romana. Congratulazioni per averlo salvato e restituito a tutti noi.













