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    ROMA EBRAICA

    Ci vuole un fiore. Tu Bishvat, Roma 1955

    Durante il profondo inverno, quando la temperatura è ancora fredda e la natura sembra dormiente, il popolo ebraico festeggia la ricorrenza ebraica di Tu Bishvat, il 15 del mese ebraico di shevat (gennaio-febbraio), che quest’anno si celebra il 1° e il 2 febbraio, portando con sé il messaggio di rinascita della natura e la connessione con l’ambiente circostante. Tu Bishvat è anche definito il capodanno degli alberi e festa delle piante, ed è l’occasione gioiosa e felice di piantare e far piantare ai bambini un piccolo arboscello, anche se, ancora, a Roma siamo in pieno inverno. In realtà questa ricorrenza indica soprattutto il risveglio della stagione primaverile in Israele, luogo dove il clima mite si manifesta in anticipo rispetto all’Italia. Proprio in terra d’Israele, durante questo periodo, il primo fiore a sbocciare è il mandorlo, ed i bambini ebrei solitamente si recano in gita con le loro insegnanti portando con sé una piantina da coltivare. I fanciulli con questo semplice atto ricorderanno che il fiore non è solo un elemento botanico, ma un principio che rappresenta l’origine della vita, un qualcosa che nasce, cresce e si trasforma come la vita di un bimbo. La ricorrenza di Tu Bishvat, metaforicamente, ci rammenta che nessuno può crescere da solo, nessuno può fiorire senza qualcuno che lo sostenga.

    Fonte: Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma “Giancarlo Spizzichino”. Archivio Fotografico

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