
In vista delle elezioni presidenziali brasiliane di ottobre, Flávio Bolsonaro, senatore e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ha compiuto questa settimana una visita ufficiale in Israele pronunciando una serie di impegni politici che rilanciano con forza l’asse tra Brasilia e Tel Aviv. Accompagnato dal fratello Eduardo Bolsonaro, Flávio, sostenuto dall’appoggio esplicito del padre, attualmente in carcere, ha affermato che se eletto, trasferirà l’ambasciata brasiliana da Tel Aviv a Gerusalemme, un passo simbolico e diplomatico che segnerebbe un allineamento netto con la politica estera di Washington e Gerusalemme, e un cambio rispetto alla tradizionale neutralità brasiliana sulla questione israelo-palestinese.
Durante la visita, che ha incluso anche la partecipazione alla Conferenza Internazionale sulla lotta all’antisemitismo organizzata dal Ministero degli Affari della Diaspora, i due fratelli hanno incontrato il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e altri esponenti di governo israeliani. Successivamente, hanno visitato il Muro Occidentale e le aree della Cisgiordania.
Flávio Bolsonaro ha delineato una piattaforma politica fortemente conservatrice: drastica lotta al crimine e alla corruzione, tagli alla burocrazia e riduzione delle tasse. Eduardo Bolsonaro , che vive in esilio volontario in Texas, dove si è autodefinito “rifugiato politico” dopo l’avvio di indagini giudiziarie contro di lui in Brasile, ha enfatizzato come questi legami riflettano una nuova ondata di leadership di destra in America Latina: religiosa, filoamericana e fortemente filoisraeliana. Ha definito Israele “primo fronte nella difesa della civiltà” dopo gli attacchi del 7 ottobre, rigettando qualsiasi soluzione a due Stati fino a quando i palestinesi non riconosceranno lo Stato Ebraico.












