
Il conflitto israelo-palestinese continua a incendiare i campus universitari americani. Questa volta è la School of Law della City University of New York (CUNY) al centro delle polemiche, dopo che un gruppo legato a Students for Justice in Palestine ha promosso un incontro che presenta la rete di tunnel di Hamas a Gaza come una forma di “organizzazione sociale in resistenza alla colonizzazione”.
L’evento del 5 marzo vedrà protagonista l’antropologa Hadeel Assali, affiliata alla Columbia University. Secondo la presentazione diffusa sui social, il seminario si propone di esaminare “la storia e l’uso dei tunnel a Gaza”, interpretandoli come pratiche territoriali e sociali della popolazione palestinese. Non è un’impostazione nuova nel lavoro della studiosa. Nel saggio del 2024 Notes on the Underground in Gaza, Assali aveva scritto che “la guerra sotterranea è stata una forma essenziale di resistenza in Palestina”, sostenendo che i tunnel rappresenterebbero uno spazio sottratto al controllo israeliano.
Fuori dall’aula universitaria, però, quei tunnel raccontano una storia ben diversa: costituiscono l’ossatura militare di Hamas. Centinaia di chilometri di gallerie scavate sotto quartieri civili, scuole e ospedali, utilizzate per il contrabbando di armi, per attacchi contro Israele e, durante la guerra, anche per nascondere ostaggi rapiti il 7 ottobre. È proprio questo scarto tra la realtà e la lettura della docente ad aver acceso la polemica.
La Columbia Jewish Alumni Association ha denunciato una dinamica ormai ricorrente: “Prima la politica entra nelle aule senza conseguenze, poi viene esportata altrove sfruttando il prestigio universitario”. Il gruppo ha inoltre ricordato che Assali è stata citata nella causa legale contro Columbia University e Barnard College per non aver protetto gli studenti ebrei ed è stata accusata di aver cancellato ripetutamente le sue lezioni per incoraggiare la partecipazione a proteste anti-israeliane.
Brandy Shufutinsky, della Foundation for Defense of Democracies, è stata ancora più diretta: “Questo è un tentativo di ridefinire il terrorismo. Nei tunnel presentati come organizzazione sociale sono stati torturati, violentati e uccisi ostaggi israeliani. Nessun seminario accademico può cancellare queste atrocità”.
Anche sui social la reazione è stata dura. Il rabbino Elchanan Poupko, figura di spicco della comunità ebraica newyorkese, ha scritto su X: “All’inizio pensavo fosse uno scherzo di cattivo gusto, ma non lo è. Alla CUNY Law discuteranno della ‘brillantezza’ dei tunnel del terrore di Hamas. Sono proprio quei tunnel sotto le infrastrutture civili la ragione di tanta distruzione a Gaza”.
Nel dibattito è intervenuta anche l’Anti-Defamation League. Il suo Center on Extremism ha documentato come gruppi legati a Students for Justice in Palestine diffondano regolarmente materiali provenienti da organizzazioni classificate come terroristiche dagli Stati Uniti, tra cui Hamas e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP). Secondo l’ADL, questa attività contribuisce a normalizzare linguaggio, obiettivi e tattiche di queste organizzazioni nello spazio pubblico occidentale, trasferendo propaganda estremista da canali marginali alle piattaforme mainstream.
La CUNY, finora, non ha commentato la controversia. Tuttavia non è la prima volta che l’università finisce al centro delle polemiche: già nel 2023 un discorso di laurea fortemente anti-israeliano aveva provocato la condanna del rettore e del consiglio di amministrazione.












