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    FRANCIA: MEDIA, GOVERNO ACCELERA SU ESPULSIONE RADICALIZZATI, 25 IN UN MESE

    La Francia, dove non sono state ancora rimarginate le ferite in seguito agli attentati di Nizza di Conflans-Sainte-Honorine, accelera sulle espulsioni di sospettati di radicalizzazione. Secondo quanto rivela il ‘Journal du Dimanche’, infatti, “25 persone inserite sulla lista Fsprt (la lista dove vengono inserite le persone sospettate di radicalizzazione e di rischio terrorismo) sono state espulse: 11 in più rispetto all’ultimo bilancio del mese scorso”. Lo stesso trend si registra anche nei Cra, i centri di permanenza amministrativa, dove vengono collocate le persone in attesa di un’espulsione: “questa misura – scrive il settimanale – riguardava 18 persone, oggi sono circa cinquanta”. Le persone espulse sono in maggioranza russi, algerini, tunisini, marocchini e maliani. Dopo una visita in Marocco e un viaggio in Russia, il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin è in questi giorni in visita in Tunisia e in Algeria per cercare in particolare di facilitare i procedimenti di espulsioni. “La crisi sanitaria legata al Covid rende più difficile le trattative. Alcuni paesi chiedono dei test negativi per accogliere le persone espulse”, scrive il Jdd. “Non è facile convincere i paesi di accogliere queste persone radicalizzate”, spiegano al ministero dell’Interno francese. “Inoltre le persone colpite da queste misure forzate possono presentare dei ricorsi”. Infine, rileva il settimanale, “il rallentamento del traffico aereo, a causa dell’emergenza coronavirus, ha avuto conseguenze dirette sulle decisioni di espulsioni. Quando non ci sono voli i giudici decidono in generale di rilasciare le persone che in attesa si trovano nei centri di permanenza”. In Francia circa 8 mila persone figurano su queste lista Fsprt di cui 1.500 sono di nazionalità straniere. Circa 800-900 sono irregolari. (Eca/Adnkronos) 

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