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    “Un album pieno di sorprese”: Una pagina di storia ebraica italiana

    All’interno del panorama culturale italiano, specialmente a cavallo tra l’800 e il 900, le comunità ebraiche si sono ritagliate uno spazio di rilievo, contribuendo allo sviluppo della cultura, apprezzandola moltissimo, entrando dunque in questo mondo per esserne parte attiva, integrante.

     

    Un mondo ebraico che si è arricchito, ed ha arricchito moltissimo l’universo culturale circostante. A testimonianza del ruolo che ebbero gli ebrei nel tessuto sociale italiano, domani avrà luogo un incontro online dedicato ad uno degli oggetti più sorprendenti, esposti all’interno della mostra temporanea “Mazal Tov! Il matrimonio ebraico” al Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. L’oggetto protagonista dell’incontro sarà appunto un “Album pieno di sorprese”, un oggetto unico e sorprendente. L’album di dediche realizzato dal drammaturgo Sabatino Lopez in onore delle nozze di suo fratello Corrado e della moglie Ada Sadun.

     

    La genesi dell’album è davvero straordinaria. Lopez, critico letterario e commediografo di successo nella Milano di inizio ‘900, decise di donare ai due novelli sposi un regalo molto originale: un albo decorato con le firme di amici e colleghi d’eccezione. I veri protagonisti del panorama artistico del tempo. Tra le pagine spiccano infatti testi autografi – tra gli altri – di Giovanni Pascoli, Giovanni Verga, Giosuè Carducci, Eleonora Duse, Giacomo Puccini, Federico De Roberto e moltissimi altri protagonisti dell’universo culturale italiano del tempo. Dalla musica, alla letteratura, fino ad arrivare al cinema e all’arte. Un albo che contiene un tesoro inestimabile al suo interno.

     

    “Quella che racconteremo durante l’evento zoom – spiega il Direttore del MEIS Amedeo Spagnoletto – è una storia davvero incredibile. Il commediografo di origine livornese Sabatino Lopez, che all’inizio del ‘900 era uno degli intellettuali di spicco della vivace vita culturale milanese, decise di fare un regalo in occasione delle nozze del fratello con Ada Sadun: quello che è all’apparenza un classico album di firme e dediche agli sposi, riunisce tra le sue pagine un tassello fondamentale della letteratura e del teatro italiano. Sfogliandolo si è quasi increduli; le firme di Puccini e Pascoli si accostano infatti a quelle di Verga, Duse, De Roberto e tantissimi altri celebri amici di Sabatino. Non potevamo esimerci da esporlo tra gli oggetti più preziosi nella mostra ‘Mazal Tov! Il matrimonio ebraico’. Proprio per questo, oltre a seguire l’incontro del 31, vi invito calorosamente a consultare il sito creato ad hoc per poter sfogliare l’album dei Lopez da cima a fondo”.

     

    Un documento in grado di raccontarci una bella pagina di storia ebraica italiana, in grado di dimostrare in maniera tangibile l’integrazione degli ebrei del tempo. “Quando feci vedere a Spagnoletto questo album che avevo a casa, lui aguzzò subito la vista, trattandosi di un documento unico nel suo genere. – spiega a Shalom Fabio Lopez Nunes – Nipote di Sabatino Lopez e prestatore dell’album- “L’albo contiene circa sessanta firme, più altre che si sono aggiunte successivamente, ed è appartenuto a mio nonno. Ci troviamo tra l’Ottocento e inizio Novecento. Mio nonno aveva 33 anni ed era un giovane nuovo affermato commediografo, lavorava già a Genova in quegli anni a cavallo tra i secoli, e si occupava anche di critica teatrale. Già da allora aveva coltivato amicizie notevoli nel mondo arte e della letteratura. Così, in occasione del matrimonio di Corrado, il fratello, che insegnava a Livorno, decise di far loro questo omaggio.” Allora era una consuetudine nata da costumi europei, per fare un onore a questa coppia di sposi che celebravano un così importante evento, all’interno della comunità. Lopez mandò quindi questi fogli slegati ai suoi autorevoli amici, collezionando 64 testimonianze.

     

    “Nel 1928 si aggiunsero anche altre firme. Per la musica, tra i firmatari delle dediche troviamo Puccini, che firmò con un rigo musicale della Tosca, dedica che abbiamo mostrato ad un musicologo, che ci ha confermato l’unicità di tutto ciò. – continua Fabio Lopez Nunes – Annoveriamo anche Giacosa e Giordano. Parlando di letteratura mio nonno era grande amico dei catanesi, dunque, Verga e De Roberto. Ma tra le dediche anche quella di Grazia Deledda. C’è inoltre, la firma dei suoi colleghi più stretti Renato Simoni e Marco Praga. In più tutto il mondo dell’arte drammaturgica del tempo, e chiaramente collegati ai commediografi anche gli attori come la Duse, e la Martini. Ma non mancano anche le opere pittoriche, mi viene in mente un volto di fanciulla in stile liberty che fece Calandra, oppure un bellissimo acquerello raffigurante la porta dei leoni di Gerusalemme. Tra gli autografi successivi: uno schizzo di Michelone Cascella. E’ uno spaccato del mondo culturale italiano fine 800 inizio 900 rilegato in pelle con una dedica di mio nonno a suo fratello. Testimonianza di un rapporto che si alimentava, grazie ad una corrispondenza quotidiana. Il giorno che mio padre aprì il pacco contenente l’album per poco non svenne, iniziò ad esaminarlo in lungo e largo, facendosi aiutare da un amico della comunità ebraica di Milano esperto di questi oggetti. Queste dediche raccontano uno spaccato la vita di un’epoca in cui non c’era la televisione o il cinema, erano questi i personaggi che rappresentavano il panorama culturale del tempo”.

    Una famiglia vicina anche alla scrittura “Sia mio papà che mia nonna avevano scritto pezzi per Shalom, mia nonna scrisse della sua vicenda, ovvero della sua fuga perigliosa in Svizzera durante la guerra”. Un oggetto rarissimo, che custodisce all’interno la storia culturale del secolo scorso, e molto di più; la prova tangibile di un processo di emancipazione e integrazione degli ebrei italiani all’interno del panorama culturale del tempo.

     

    All’evento partecipano Alberto Cavaglion – Storico dell’Università degli Studi di Firenze, Fabio Lopez Nunes – Nipote di Sabatino Lopez e prestatore del documento, Alessandro Tinterri – Storico del Teatro dell’Università degli Studi di Perugia, e Amedeo Spagnoletto – Direttore del MEIS.

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