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    Esse di Sorelle

    Era spesso consuetudine nelle buone famiglie di fine Ottocento, che le giovani ragazze ricevessero un’educazione alle arti. Nessuno avrebbe certo scommesso, o auspicato, che le lezioni di pittura o di ceramica le trasformassero in vere artiste in grado di fare di questo lavoro uno strumento di indipendenza. Eppure proprio nella Comunità Ebraica di Roma vi furono due sorelle, spesso ricordate insieme ma ciascuna col proprio percorso, che riscossero una certa fama anche oltre i confini nazionali. Corinna e Olga Modigliani erano nate a Roma poco dopo l’apertura del ghetto – rispettivamente nel 1871 e nel 1873 – e fecero della libertà una loro costante: lavorarono, viaggiarono e scelsero di non sposarsi. 

     

    Insieme cominciarono il percorso di studi presso il pittore Pietro Vanni, e di lì a poco dimostrarono l’attitudine alle arti applicate. Velluti dipinti, pannelli e oggetti in ceramica furono esposti in diverse mostre nazionali e internazionali. Ben presto Corinna si concentrò sul disegno e i ritratti, mentre Olga decise di popolare vasi e piastrelle di preziosi fiori, volti e animali. La cura nel dettaglio le accomunava mentre erano animate da un temperamento diverso. Per esempio, la più intraprendente Corinna si recò nell’agosto 1914 a Teodosia in Crimea per osservare l’eclissi totale di sole e trarne disegni e appunti. 

    Nel frattempo le ceramiche di Olga acquistavano sempre più fama, mentre si era fatta costruire una piccola fornace nella villetta di Castel Gandolfo. Le due sorelle dividevano l’abitazione, lo studio e insieme avevano formato a via Margutta gruppi di giovani allieve. Gli anni trenta rappresentarono un arresto a questa interessante scalata. Prima cambiò il gusto dei committenti che spostarono l’attenzione su altri linguaggi e manifatture, poi le leggi razziali le tagliarono fuori dai contesti fino a quel momento vissuti.

    Le due sorelle più spesso ricordate negli ultimi anni, rappresentano un caso interessante di emancipazione non del tutto scontato. Un articolo di giornale degli anni venti ci ricorda a proposito di Olga come «Le prime ceramiche che ella decorò non erano destinate ad arrivare più lungi del salotto famigliare».  Ebbene, non solo quegli oggetti uscirono dalla sua abitazione, ma attraversarono l’oceano e già nel 1904 vincevano una medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di St. Louis…

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