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    La Biennale di Gerusalemme diventa diffusa. A Casale Monferrato la mostra “Dietro la maschera”

    I protagonisti dell’arte e della cultura israeliana stanno vivendo il dramma della guerra con fortissima angoscia e intensità, mobilitandosi con tutti gli strumenti possibili per contribuire anche a svolgere il ruolo prezioso e insostituibile di ambasciatori di Israele nel mondo. Non fa eccezione la mostra “Dietro la maschera” che era già in viaggio dall’Italia verso il Museo Umberto Nahon di arte ebraica italiana di Gerusalemme per far parte della sesta Biennale di Gerusalemme 2023, insieme ad altre 35 esposizioni con la partecipazione di artisti e curatori provenienti da tutto il mondo. La Biennale è stata rinviata alla prossima primavera, fino ad allora verrà realizzata una mostra diffusa in tutto il mondo “per rafforzare i legami tra Gerusalemme e le comunità solidali di tutto il mondo – dice Rami Ozeri, direttore e creatore della Biennale di Gerusalemme – perché Gerusalemme, e tutto Israele, hanno bisogno di questo sostegno più che mai”.

    Il 12 novembre si svolgerà l’inaugurazione di “Dietro la maschera” ai Musei Ebraici di Casale Monferrato, grazie all’ospitalità e alla collaborazione della Fondazione Casale Ebraica ETS e della Comunità Ebraica di Casale Monferrato e al patrocinio dell’Ambasciata di Israele in Italia.

    “La mostra – spiega la curatrice israeliana Vera Pilpoul – presenta le interpretazioni e la varietà dei possibili contesti di lettura del Libro di Ester, che ci permettono di sentire, ancora oggi, con viva passione, la sua profonda rilevanza per la nostra storia come nazione e come donne”.

    “I lavori scelti per questa mostra – aggiunge il curatore italiano Ermanno Tedeschi – sono stati realizzati da artisti italiani e israeliani, che hanno interpretato i temi e le narrazioni in una pletora di stili. La pratica del travestimento, dell’identità nascosta, ha assunto un significato spirituale nel corso delle generazioni ed emerge in molte culture”.  

    Curatrice indipendente e consulente d’arte, Vera Pilpoul è attiva sulla scena artistica israeliana da oltre un decennio, come direttrice di gallerie, curatrice, produttrice di mostre d’arte visiva e consulente per artisti indipendenti. Vera Pilpoul ha studiato storia dell’arte presso l’Università di Tel Aviv, la Open University e ha seguito corsi di storia dell’arte israeliana presso l’Institute for Israeli Art dell’Academic College di Tel Aviv-Yafo. Negli ultimi anni si è occupata di identità ebraica e di storia della Shoah e delle loro rappresentazioni nell’arte contemporanea. È anche tutor di artisti israeliani emergenti e già affermati. 

    L’obiettivo principale del lavoro di Ermanno Tedeschi è costruire progetti artistici e culturali tramite una ricerca scrupolosa e attenta di argomenti, opere, luoghi e contesti, sia in Italia che all’estero. Il suo impegno nei confronti della cultura è testimoniato anche dalla sua partecipazione e coinvolgimento in diversi organi e fondazioni quali la Jerusalem Foundation di cui è Presidente per l’Italia.

    Le opere selezionate rivelano un’interpretazione curatoriale unica della storia di Ester, del suo significato e del simbolismo che la circonda, creando un ampio excursus sulla figura della regina, dando vita a prospettive femministe, sociologiche e storiche.

    Gli artisti raccontano il concetto del travestimento e della maschera come una rappresentazione della proiezione di un desiderio, esternalizzato proprio attraverso un costume, che può simboleggiare un’evasione dalla routine quotidiana, un atto di ribellione, la manifestazione di un piacere o di un’aspirazione nascosta.

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