Skip to main content

Scarico l’ultimo numero

Scarica il Lunario 5784

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati

    La preghiera della libertà di Max Fuchs

    A New York, nell’Upper West Side, per oltre cinquant’anni una fotografia sbiadita, appesa al muro del salotto dell’appartamento di Max Fuchs è stata la vivida testimonianza della liberazione dell’Europa dal nazismo. Max Fuchs è il soldato ritratto in preghiera con il suo talled, accanto un gruppo di commilitoni alleati, tutt’intorno la desolazione, sullo sfondo una sinagoga distrutta. 

    Mordechai (Max) Fuchs era nato a Rzeszow in Polonia nel 1922, nel 1934 con la salita al potere di Hitler, raggiunse con la famiglia Ellis Island. A New York Max oltre agli studi seguiva il conservatorio e i corsi di chazanut in Sinagoga. Nel 1944 si arruolò nell’esercito americano e venne assegnato alla U.S. First Infantry Division, pochi mesi più tardi partecipò allo sbarco in Normandia a Omaha Beach La divisione di Max conquistò Aachen, la prima città occidentale della Germania a cadere in mano agli americani. Dopo giorni e giorni di combattimenti corpo a corpo si trovarono di fronte ad una spianata che subito riconobbero come luogo in cui aveva avuto sede una Sinagoga. Max chiamò a raccolta i compagni ebrei e si fermarono a pregare. James Cassidy, l’inviato della NBC al seguito della divisione, riprese e commentò il momento solenne in cui sulle rovine della Sinagoga di Aachen, costruita nel 1862 e totalmente distrutta durante la Notte dei Cristalli, si svolse la prima preghiera ebraica trasmessa in diretta dai territori liberati dagli americani.

    Max intonò come primo inno Ein Keloheinu seguito da Igdal, due canti dallo straordinario significato. Gli alleati erano al corrente delle atrocità e dello sterminio nazista pur non avendo non ancora compreso l’immenso numero di vittime della Shoah, come disse Max: “avevamo un groppo alla gola, la stragrande maggioranza di noi era consapevole che i nostri famigliari e parenti rimasti in est Europa avevano conosciuto un destino crudele nei campi di sterminio e nei forni crematori. In quel preciso momento volevano rivolgerci al nostro Signore per riaffermare la sua gloria e la nostra fede.”

    “La preghiera di Achen” venne trasmessa dalla NBC il 29 ottobre 1944 e seguita da milioni di americani, la guerra in molte parti d’Europa non era finita ma il cammino per la libertà era maturo. 

     

    Link alla Preghiera di Achen – NBC 29 ottobre 1944

    http://www.ajcarchives.org/main.php?DocumentId=13712

    CONDIVIDI SU: