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    Francia, omicidio Halimi: la polizia lo avrebbe potuto impedire

    Secondo un’inchiesta parlamentare francese, la polizia avrebbe potuto impedire l’efferato omicidio di Sarah Halimi, ma non ha agito. Lo riporta The Algemeiner.

    Sarah Halimi, ebrea francese di 65 anni, nell’aprile del 2017 era stata aggredita, picchiata e poi gettata dalla finestra del suo appartamento a Parigi dal vicino Kobili Traore tra insulti antisemiti e il grido “Allahu Akbar”.

    Scioccando i francesi e gli ebrei di tutto il mondo, la Corte di Cassazione aveva confermato la non punibilità di Traore, poiché era a tal punto drogato di marijuana, da non essere penalmente responsabile delle sue azioni. 

    Contro la sentenza si erano alzate molte voci di politici e dell’opinione pubblica internazionale, assieme alle comunità e le organizzazioni ebraiche nel mondo. 

    L’inchiesta, avviata dal deputato parlamentare del partito UDI Meyer Habib, ha raccolto dichiarazioni di testimoni che riferiscono che gli agenti della polizia erano in possesso delle chiavi dell’appartamento vicino a quello della Halimi, ma non sono entrati fino a quasi un’ora dal suo omicidio.

    I commissari, infatti, hanno appreso che Traore era passato nel balcone di Sarah Halimi attraverso l’appartamento adiacente, dove abitava la famiglia Diarra, poco dopo le ore 4:00 del mattino del 4 aprile 2017. Dopo aver ucciso la donna, è tornato nell’appartamento dei Diarra alle 4:45. La polizia è entrata in questo luogo solo alle 5:35. 

    Secondo l’inchiesta, invece, Thieman Diarra avrebbe lanciato il mazzo di chiavi del suo appartamento agli agenti alle 4:20. Ciò avrebbe permesso di arrestare Traore, prima che facesse irruzione nell’appartamento della donna.

    L’omicidio di Sarah Halimi e le conseguenze furono un duro colpo per gli ebrei francesi in un clima di crescente antisemitismo. Dopo la sentenza, il Crif, organo di rappresentanza degli ebrei francesi, ha affermato che “ora nel nostro paese possiamo torturare e uccidere gli ebrei impunemente”.

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