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    Ci sarebbe l’Iran dietro il disastro ecologico che ha colpito le coste israeliane

    Da due settimane migliaia di persone in Israele, compresi molti militari, combattono contro il più grave disastro ecologico della storia del paese: una marea nera che ha invaso tutta la costa del mediterraneo. Non si tratta solo delle spiagge amatissime da tutti gli israeliani, ma delle riserve naturali, delle zone di costa che servono da rifugio a tartarughe, uccelli, pesci preziosi. Dopo indagini molto approfondite che hanno verificato la posizione di decine di navi, il ministero dell’ambiente ha indicato come responsabile una petroliera libica, ma controllata dagli iraniani, che è nota per portare combustibile di contrabbando in Siria, che avrebbe scaricato nel mediterraneo oltre centomila tonnellate di petrolio a un centinaio di chilometri dalla costa, calcolando venti e correnti per far sì che il carico velenoso colpisse Israele. Se l’ipotesi sarà confermata, siamo insomma di fronte a un atto deliberato di guerra ecologica. In tempi in cui siamo tutti consapevoli della fragilità della natura, sembra un gesto assurdo, ancor prima che criminale. Le guerre provocano sempre danni immensi anche all’ambiente, ma sono in genere effetti collaterali. Colpire la natura per danneggiare psicologicamente il nemico è un gesto odioso di terrorismo. Ma, purtroppo, contro Israele questa non è una novità. Da anni ormai Hamas spedisce in volo sul territorio israeliano con palloni a gas e aquiloni ordigni terroristici. Alcuni di questi sono finti giocattoli, destinati a essere raccolti dai bambini e a dilaniarli con l’esplosivo che contengono. Altri sono dispositivi incendiari destinati a bruciare il territorio su cui atterrano: campi, case, boschi e riserve naturali. Anche questo è terrorismo ecologico. Israele resiste come sa fare, tirandosi su le maniche e pulendo le spiagge, ripiantando i boschi, ricostruendo ciò che è distrutto, educando i bambini a non raccogliere oggetti trovati in giro, anche se sembrano innocui e seducenti. Il resto del mondo sta a vedere e tace, non condanna questi orrori. Se interviene, come la Corte Penale Internazionale, è per processare l’autodifesa degli ebrei dai terroristi.

     

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