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    Le contraddizioni dei ‘pacifinti’

    Hamas dice di volere una tregua con Israele, anzi annuncia quasi ogni giorno che una lunga tregua è imminente (e i giornali italiani riportano). Ma non si sogna affatto di bloccare le manifestazioni del venerdì, con relativi lanci di molotov e altri esplosivi, né di impedire il lancio di palloni ed aquiloni incendiari. La ragione è che, dicono, cercare di uccidere  gli ebrei e di bruciare la loro terra è un loro “diritto inalienabile”.

    Mohamed Abbas dice che l’Autorità Palestinese vuole la pace. Ma respinge anche la possibilità di discutere l’iniziativa di pace di Trump e sostiene che una tregua firmata da Hamas sarebbe un “tradimento nazionale”. Il fatto è che vuole gestire lui tutti i fondi e non farli andare direttamente a Gaza.

    Corbyn dice di essere un pacifista anche lui, ma nella sua lunga carriera non ha perso una sola stagione per mescolarsi con i terroristi palestinesi e di appoggiarli. Per lui sono rivoluzionari, il resto non conta.

    L’Unione Europea vuole la pace anche lei, e anche la democrazia. Per questo Mogherini appoggia la peggiore dittatura guerrafondaia dei nostri anni, l’Iran. Che male c’è  per i bravi musulmani a opprimere i propri sudditi e portare la guerra in Medio Oriente?

    Tutte queste contraddizioni hanno una cosa in comune: l’odio per Israele, la volontà o almeno l’accettazione dello sterminio degli ebrei. Ottant’anni fa sarebbero stati nazisti, oggi si dicono democratici. Altro che quei fascisti di Netanyahu e Trump.

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