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    Parashà di Bechukkotày: La terra desolata

    Nella parashà la Torà annuncia tutta una serie di punizioni per il popolo d’Israele se non osserverà il patto con l’Eterno. Una delle trasgressioni è quella di non osservare la mitzvà della shemità che prescrive di lasciare riposare la terra nel settimo anno. L’esilio è una punizione appropriata per la mancata osservanza di questa mitzvà. In conseguenza dell’esilio nella Torà è scritto: “Allora la terra compirà i suoi riposi, durante tutto il tempo che essa sarà deserta, quando sarete nel paese dei vostri nemici. Allora la terra riposerà, e compirà i suoi anni sabbatici. Tutto il tempo che sarà deserta riposerà quello che non riposò nei vostri anni sabbatici, quando era abitata da voi” (Vaykrà, 26: 34-35). 

                R. Joseph Beer Soloveitchik (Belarus, 1903-1993) in Mesoras Harav (p. 231) commenta: “Quando  uno pensa a dei peccati che causano l’espulsione dalla terra, vengono in mente idolatria, omicidio e rapporti sessuali proibiti. La Torà in questo passo ci insegna che vi è un’altra trasgressione che causerà l’espulsione degli abitanti dalla terra d’Israele: la violazione della mitzvà della shemità. La Torà dice che la terra deve riposare e non che chi la coltiva deva riposare negli anni della shemità. Cosi come l’uomo deve riposare nel suo Shabbàt, Eretz Israel deve riposare nel suo Shabbàt, ogni sette anni.  Eretz Israel è una cosa a sé. Al contrario di altri paesi, Eretz Israel può essere resa impura [dal comportamento dei suoi abitanti] proprio come gli esseri umani”.  

    Per questa trasgressione nella Torà è scritto: ”E renderò la terra desolata così che diverrà desolata anche dei vostri nemici che vi abitano” (ibid., 32). 

    Rashì (Troyes, 1040-1105) commenta che questa è una cosa positiva per Israele, perché i nemici non troveranno alcuna soddisfazione in Eretz Israel perché resterà desolata senza abitanti. 

    R. Soloveitchik aggiunge che “La terra d’Israele non può essere costruita da un popolo qualunque. Solo il popolo ebraico possieda la capacità di trasformarla in un paese abitabile e di fare fiorire una terra desolata. Questa promessa divina divenne un fatto miracoloso nella storia della terra d’Israele nel corso di vari periodo storici. Non dobbiamo dimenticare neppure per un momento che la terra d’Israele ha attratto le nazioni del mondo, cristiani e musulmani, come una calamita. Le crociate furono intraprese allo scopo di conquistare la terra d’Israele e di colonizzarla con una popolazione cristiana. Tutti gli sforzi dei crociati furono vani e non riuscirono a mettere radici nel paese. Perfino i musulmani che erano già nel paese non riuscirono a colonizzarla bene. Coloro che esiliano il popolo ebraico e li rimpiazzano per risiedere nella terra d’Israele abiteranno in una terra desolata. […]. 

    I nostri nemici cacciarono i nostri antenati da Gerusalemme. Misero a fuoco e distrussero il Bet Ha-Mikdàsh ma non lo colonizzarono né lo popolarono. Il Monte Zion fu desolato per un lungo periodo e nonostante tutti i tentativi nessuna nazione e nessun altro popolo riuscì mai a stabilire uno stato in Eretz Israel. Molti popoli erano desiderosi e pronti a colonizzarla. Il paese è considerato sacro da musulmani e da cristiani. Fu occupato da molte potenze: Roma, Bisanzio, dai musulmani e dai crociati e poi nuovamente dai musulmani. Passò per diverse mani molte volte me nessuno sviluppò l’agricoltura, l’industria e le scienze in Eretz Israel. Nel 18esimo e all’inizio del 19esimo secolo continenti interi e estesi territori come Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa furono colonizzati e popolati dagli inglesi. Essi trasformarono deserti e giungle in fiorenti giardini […]. Ma anche gli inglesi non riuscirono a colonizzare Eretz Israel. È una terra speciale, Eretz Chemdà. Con l’eccezione di qualche colonia qua e là nessuno riuscì a colonizzare il paese in grande scala. Eretz Israel rimase una terra desolata. Al contrario Eretz Israel fiorisce grazie al Yishuv ebraico. Vediamo cosa sono riusciti a costruire in poco più di un secolo. Apparentemente vi è un senso di lealtà da parte della terra che non tradirà mai il suo popolo, non si darà mai a stranieri o a conquistatori. Rimarrà fedele solo al popolo al quale appartiene Eretz Israel”. 

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