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    Un pianeta ‘’Giove’’ più caldo del sole. La scoperta dell’Istituto Weizmann per le Scienze

    Una nuova scoperta in ambito astronomico arriva dall’Istituto Weizmann per le Scienze: si tratta di un sistema celeste binario che può far progredire la comprensione dell’evoluzione di pianeti e stelle in condizioni estreme.

    La scoperta di nuovi corpi celesti raggiunge le pagine dei giornali di tutto il mondo suscitando lo stupore e la curiosità anche in chi sa poco o niente di astrofisica. In queste serate di agosto si limita a osservare sognante la maestosità del cielo notturno illuminato dalla luna e da centinaia di stelle, sognando forse di intravedere una stella cadente per esprimere prontamente un desiderio.

    Questa volta la scoperta viene dalle menti di un team internazionale di scienziati che il 14 agosto ha pubblicato su Nature Astronomy un articolo firmato da un gruppo di ricercatori guidati dalla dottoressa Na’ama Hallakoun, che sta conducendo un post dottorato all’Istituto Weizmann per le Scienze di Rehovot, in Israele, nel team del dott. Sagi Ben- Ami.

    Il team ha annunciato la scoperta di un sistema costituito da due corpi celesti situati a circa 1.400 anni luce di distanza che offrono una grande opportunità di studiare l’atmosfera dei pianeti gioviani caldi e di approfondire la conoscenza dell’evoluzione planetaria e stellare. La scoperta di questo sistema binario è avvenuta attraverso l’analisi dei dati raccolti dal Very Large Telescope (VLT) in Cile. I gioviani caldi sono esopianeti fisicamente simili a Giove, orbitano però molto vicino alle loro stelle, completando un’orbita completa in poche ore o pochi giorni e hanno temperature superficiali molto elevate. Non sono abitabili, anzi sono molto inospitali per l’uomo.

    La dottoressa Na’ama Hallakoun spiega che hanno identificato «un oggetto in orbita stellare simile ad un gioviano caldo. Si tratta del più caldo mai trovato, circa 2000 gradi più caldo della superficie del sole» aggiungendo che «la sua grandezza lo rende un laboratorio perfetto per futuri studi sulle condizioni estreme di pianeti gioviani caldi». La scoperta della dottoressa Hallakoun nasce come estensione della ricerca che aveva condotto nel 2017 con il professore Dan Maoz dell’Università di Tel Aviv.

    Hanno partecipato allo studio ricercatori di alcuni dei più prestigiosi centri di ricerca internazionali dall’Università di Cambridge a quella di Pittsburgh all’Istituto Nazionale di Astrofisica di Roma. Secondo Hallakoun il sistema che ha scoperto insieme ai suoi colleghi consentirebbe di studiare anche l’effetto delle radiazioni ultraviolette estreme sulle atmosfere planetarie. Inoltre «le future osservazioni spettroscopiche ad alta risoluzione di questo sistema- idealmente realizzate con il nuovo James webb Space Telescopio della NASA- potrebbero rivelare come le condizioni calde e altamente irradiate influenzino la struttura atmosferica, aiutandoci a capire gli esopianeti in altre parti dell’universo».

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