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    Bisogna far rumore

    Pubblichiamo di seguito la lettera di Susanna Sciaky, Presidente Nazionale ADEI WIZO. Insieme anche l’appello diffuso da Wizo in tutto il mondo all’Alleanza Internazionale delle Donne.

    Pian piano, dopo che lo shock per la mattanza del 7 ottobre
    ci ha svuotato, i nostri sentimenti provano a ritrovare una loro naturale
    dimensione. Il dolore resta appoggiato al cuore, ma la mente comincia di nuovo
    a reagire. Si ricava un angolo per le speranze, in particolare quella che tutti
    gli ostaggi possano tornare a casa, ma purtroppo anche per le riflessioni più
    amare. 

    Alcune riprendono tristemente altri orrori di questi giorni.
    Come tanti ho apprezzato le parole di Elena Cecchettin nel ricordo della
    sorella Giulia, vittima dell’ennesimo femminicidio: non un minuto di silenzio,
    ma fate rumore. Non posso fare a meno di pensare al rumore che in questo
    momento devono fare le donne ebree. Vivere a capo chino e in silenzio il nostro
    dolore evidentemente non è bastato per attirare l’attenzione sul dramma
    vissuto, e che ancora oggi stanno vivendo, altre donne ebree: uccise, stuprate,
    sequestrate. Nella recente giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e in
    quella contro la violenza di Genere di Sabato 25 novembre, nessuno ha voluto
    ascoltare la nostra voce. I nostri bambini e le nostre donne sono state
    dimenticate dalla quasi totalità delle manifestazioni e dei discorsi di
    istituzioni, organizzazioni umanitarie, dei movimenti femministi e femminili e
    celebrities. Ecco l’amnesia del mondo scendere ancora una volta sulle 1500
    vittime del 7 ottobre e gli ostaggi ancora prigionieri a Gaza.
    È arrivato il momento di chiedere a tutte le associazioni
    sempre sul campo per i diritti delle donne e dei minori PERCHÉ i nostri bambini
    e le nostre donne uccisi, brutalizzati e rapiti, NON HANNO AVUTO VOCE. Perché
    non abbiamo visto per loro le più che legittime mobilitazioni in Italia e nel
    mondo che in passato sono state fatte, ad esempio, per la Nigeria o per le
    donne Iraniane anche da noi sottoscritte o a cui anche noi abbiamo preso parte?
    Vorrei chiedere loro: c’è un distinguo? E il numero? 30
    bambini ebrei prigionieri in un sotterraneo, e chissà in quali mani, sono
    troppo pochi rispetto ai bambini vittime innocenti della guerra? Oppure c’è
    altro? Perché tutta questa INDIFFERENZA fa pensare che le nostre donne e i
    nostri bambini valgano di meno in quanto ebrei. Perché è proprio di questo che
    stiamo parlando: esseri umani barbaramente uccisi o strappati alle loro
    famiglie esclusivamente perché erano ebree. Vi ricorda qualcosa? E se c’è un
    insegnamento che ci è arrivato dalla Shoah è questo: se è capitato a me perché
    ho un determinato cognome, un passaporto di una specifica nazione o, professo
    una certa fede, allora domani può capitare a chiunque. Di fronte al razzismo
    nessuno è al sicuro e l’intero mondo dovrebbe mobilitarsi nel nome di chi ha
    subito questa terribile ingiustizia.
    Per cui vi invito ad avere coraggio, sollevare la testa e
    chiederlo a chi vi volta le spalle, o a chi fa finta di niente o a chi ancora
    dopo i primi giorni del clamore passa oltre: dove siete oggi? E dove sono i
    vostri valori? Si fermano davanti all’uscio delle nostre case. Ricordiamo loro
    che o valgono i diritti di tutti i bambini o di nessun bambino. O valgono i
    diritti di tutte le donne o di nessuna donna.
    Questa mia riflessione è condivisa anche dalla WIZO,
    impegnata in questi giorni a scrivere alle associazioni femminili mondiali,
    sollecitando risposte al silenzio. Un appello che faremo girare tra tutti le
    nostre sezioni, e tutte le associazioni femminili con cui in questi anni siamo
    stati in contatto o abbiamo sostenuto attraverso partnership
    Anche per noi è arrivato il momento di fare rumore.

    Al Consiglio Direttivo dell’Alleanza Internazionale delle Donne
    Il 7 ottobre 2023, Israele ha vissuto la più grande tragedia
    e atrocità nella storia del nostro Paese, quando migliaia di terroristi di
    Hamas, armati di armi che includevano razzi anticarro, mine antiuomo, fucili
    Kalashnikov e piani dettagliati per l’omicidio, si sono infiltrati nelle
    pacifiche comunità di confine di Israele e nel festival della pace NOVA. Questi
    terroristi si sono lasciati alle spalle una scia di carneficine e hanno ucciso,
    mutilato, torturato, stuprato e rapito uomini, donne e bambini. Nessuno è
    rimasto immune. Hamas ha ucciso musulmani, cristiani, ebrei, lavoratori e
    cittadini stranieri e ha preso in ostaggio 238 persone a Gaza.

    La depravazione e la barbarie inflitte a civili innocenti
    sono più di quanto la mente umana possa comprendere. I partecipanti al festival
    sono stati uccisi come prede mentre fuggivano per salvarsi, molte giovani donne
    sono state violentate e bruciate vive. I bambini sono stati decapitati, un
    fatto comprovato dai primi soccorritori e dai patologi forensi. Intere famiglie
    sono state massacrate, torturate e bruciate vive. Gli anziani e gli infermi
    sono stati massacrati. Donne e bambini sono stati violentati.

    I rapporti dei patologi forensi e della Chevrah Kadisha (ndr
    l’opera che si occupa volontariamente di ricomporre e preparare le salme per la
    sepoltura secondo le regole ebraiche) riportano che queste aggressioni sessuali
    erano talmente violente che i bacini delle vittime sono stati frantumati,
    rendendo impossibile chiudere le gambe per la sepoltura.

    Questi crimini sono stati commessi mentre Hamas lanciava
    migliaia di razzi in territorio israeliano, causando ingenti danni e feriti.
    Attacchi disumani che costituiscono una grave violazione dei diritti umani e
    crimini contro l’umanità. Il 25 novembre è la Giornata internazionale per
    l’eliminazione della violenza contro le donne. C’è stato un silenzio assordante
    da parte di UN Women e di altre organizzazioni femminili e femministe di spicco
    sulle atrocità e le violenze di genere commesse contro le donne e i bambini
    israeliani.

    L’esecutivo mondiale della WIZO, i responsabili dei
    dipartimenti e le federazioni mondiali chiedono all’Alleanza Internazionale
    delle donne di:

    – Condannare pubblicamente le atrocità del 7 ottobre.
    – Riconoscere lo stupro e la violenza di genere commessi
    contro le donne e le ragazze israeliane.

    – Chiedere l’immediato rilascio dei 238 ostaggi, tra cui
    neonati, donne aggredite sessualmente e anziani.

    – Chiedere che le organizzazioni internazionali come la
    Croce Rossa e l’Organizzazione Mondiale della Sanità visitino gli ostaggi,
    abbiano accesso agli ostaggi e garantiscano un’assistenza medica vitale.

    – Come organismo globale composto da organizzazioni
    femminili, vi chiediamo di fare pressione su UN Women e altre ONG e femministe
    a riconoscere e condannare lo stupro e della violenza di genere contro le donne
    e i bambini israeliani.

    – Condannare l’uso da parte di Hamas di civili a Gaza come
    scudi umani, mettendo in grave pericolo donne e bambini. Hamas usa cinicamente
    ospedali, scuole, ambulanze, moschee e case private come depositi di armi, siti
    di lancio e per coprire i tunnel, violando il loro status di protezione.

    – Condannate e agite contro l’antisemitismo che divampa nei
    vostri Paesi in tutto il mondo.

    Chiediamo all’Alleanza Internazionale delle Donne di alzare
    la voce. Non restate in silenzio o spettatrici della più orribile atrocità
    commessa contro il popolo ebraico dopo l’Olocausto.

    Vi invitiamo a visitare Israele e a incontrare le famiglie
    di coloro che sono stati presi in ostaggio, i sopravvissuti al massacro, ora
    sfollati, e le famiglie di coloro che sono stati uccisi e i patologi forensi
    che si sono occupati dei resti profanati e maltrattati delle nostre donne e dei
    nostri bambini.

     
    World WIZO Executive
    World WIZO Federations

     

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