Skip to main content

Scarico l’ultimo numero

Scarica il Lunario 5784

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati

    Eithan Tamary, il giovane portiere italo-israeliano alle Maccabiadi in Israele

    “È una grandissima emozione partecipare per la prima volta alle Maccabiadi in Israele, anche perché giocherò davanti alla mia famiglia”.

    Forte entusiasmo nelle parole di Eithan Tamary, un giovane ragazzo italo-israeliano, che quest’estate parteciperà come portiere alle Maccabiadi in Israele, nella squadra Junior dell’Italia del calcio. 

    Una passione che nasce sin dall’infanzia e che con l’allenamento e la dedizione ha permesso ad Eithan di rappresentare la Nazionale Italiana.

    “Ho amato il calcio da subito. Avevo cinque anni quando ho iniziato a giocare in porta; da allora non mi sono mai fermato – racconta Eithan in un’intervista a Shalom –   è un onore rappresentare la mia nazione in Israele, davanti a così tante persone. Le Maccabiadi sono una manifestazione molto importante, sono molto felice di difendere i nostri colori”. 

    Eithan partirà insieme alla sua squadra e agli altri atleti della Nazionale Italiana dal 12 al 26 luglio: due settimane di competizioni sportive, ma anche un’occasione per conoscere e confrontarsi con ragazzi provenienti da tutto il mondo e per Eithan in particolare, per incontrare i suoi parenti.

    “Ci alleniamo tutti i giorni con la voglia di vincere e di migliorare – racconta ancora Eithan – Siamo una squadra di ventuno giocatori: molti ragazzi non sono stati selezionati e questo ci è dispiaciuto molto, perciò giocheremo anche per loro. Siamo un gruppo molto affiatato: non vediamo l’ora di incontrare gli atleti delle altre nazioni. È la mia prima Maccabiade e sono molto eccitato sia per le partite, sia all’idea di tornare in Israele, ma sento anche la pressione: verranno a vedermi i miei nonni e i miei parenti che vivono lì”.

    “Per noi è un grande orgoglio, perché Eithan si allena molto e tutti i suoi sacrifici sono stati ripagati – aggiunge Eylan Tamary, il padre di Eithan – il fatto che vada a giocare in Israele di fronte alla nostra famiglia e ai nostri amici è una grande emozione”. 

    Tra pochi giorni oltre diecimila atleti, provenienti da ottanta paesi, si misureranno in ben quaranta diverse discipline sportive nelle città israeliane.

    CONDIVIDI SU: