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    I vicini di casa di Bennett manifestano: “Trasferisciti a Gerusalemme”

    Non sono sempre facili i rapporti con i vicini di casa, lo sa bene anche il Primo Ministro israeliano Naftali Bennett. Un gruppo di suoi vicini di casa, a Ra’anana, città a nord di Tel Aviv, ha presentato una petizione all’Alta Corte per farlo trasferire nella capitale Gerusalemme, dove in effetti dovrebbe vivere il Primo Ministro. 

     

    A scatenare il malcontento dei vicini del primo ministro ci sarebbe il rafforzamento della sicurezza che ha causato la chiusura di molte strade e deviato il traffico vicino alla sua casa, nel quartiere residenziale di Ra’anana. “Persino far fare una passeggiata al cane è diventato impossibile – lamenta un vicino di casa del Primo Ministro – da quando è cominciata questa storia la nostra vita è diventata impossibile”. Ma non solo, complici del malcontento anche le regolari proteste fuori dalla casa della famiglia Bennett, che secondo i vicini hanno “reso prigionieri i residenti del quartiere”.

     

    Nella petizione, i vicini chiedono che Bennett e la sua famiglia si trasferiscano nella residenza ufficiale del Primo Ministro, in Balfour Street a Gerusalemme “come è consuetudine, e accettato da più di 70 anni dalla fondazione di Israele”. 

    Da quando il Primo Ministro è entrato in carica alla fine di giugno, è rimasto in gran parte residente nella casa di famiglia. Bennett, inizialmente aveva indicato che sarebbe rimasto a Ra’anana a tempo indeterminato per mantenere i suoi figli nelle loro scuole. In seguito, ha detto che avrebbe dormito nella residenza ufficiale di Gerusalemme tre o quattro notti a settimana.

     

    Secondo un rapporto del canale israeliano Channel 13 del mese scorso, la decisione di Bennett di mantenere la sua famiglia a Ra’anana potrebbe costare ai contribuenti circa 12-15 milioni di Shekel (3,6-4,6 milioni di dollari). Questi fondi verrebbero stanziati per la costruzione di stazioni di sicurezza, posti di blocco, telecamere e altre infrastrutture necessarie per proteggere il primo ministro e i suoi familiari. Ulteriori costi dovrebbero essere destinati all’affitto di appartamenti nelle vicinanze per i funzionari della sicurezza. Nonostante Bennett abbia prestato giuramento il 13 giugno, l’ex Primo Ministro Benjamin Netanyahu, e la sua famiglia, non hanno lasciato la residenza fino alle prime ore del mattino dell’11 luglio. 

    I vicini di casa di Bennett manifestano: “Trasferisciti a Gerusalemme!”

    Non sono sempre facili i rapporti con i vicini di casa, lo sa bene anche il Primo Ministro israeliano Naftali Bennett. Un gruppo di suoi vicini di casa, a Ra’anana, città a nord di Tel Aviv, ha presentato  una petizione all’Alta Corte per farlo trasferire nella capitale Gerusalemme, dove in effetti dovrebbe vivere il Primo Ministro. 

     

    A scatenare il malcontento dei vicini del primo ministro ci sarebbe il rafforzamento della sicurezza che ha causato la chiusura di molte strade e deviato il traffico vicino alla sua casa, nel quartiere residenziale di Ra’anana. “Persino far fare una passeggiata al cane è diventato impossibile – lamenta un vicino di casa del Primo Ministro – da quando è cominciata questa storia la nostra vita è diventata impossibile”. Ma non solo, complici del malcontento anche le regolari proteste fuori dalla casa della famiglia Bennett, che secondo i vicini hanno “reso prigionieri i residenti del quartiere”.

     

    Nella petizione, i vicini chiedono che Bennett e la sua famiglia si trasferiscano nella residenza ufficiale del Primo Ministro, in Balfour Street a Gerusalemme “come è consuetudine, e accettato da più di 70 anni dalla fondazione di Israele”. 

    Da quando il Primo Ministro è entrato in carica alla fine di giugno, è rimasto in gran parte residente nella casa di famiglia. Bennett, inizialmente aveva indicato che sarebbe rimasto a Ra’anana a tempo indeterminato per mantenere i suoi figli nelle loro scuole. In seguito, ha detto che avrebbe dormito nella residenza ufficiale di Gerusalemme tre o quattro notti a settimana.

     

    Secondo un rapporto del canale israeliano Channel 13 del mese scorso, la decisione di Bennett di mantenere la sua famiglia a Ra’anana potrebbe costare ai contribuenti circa 12-15 milioni di Shekel (3,6-4,6 milioni di dollari). Questi fondi verrebbero stanziati per la costruzione di stazioni di sicurezza, posti di blocco, telecamere e altre infrastrutture necessarie per proteggere il primo ministro e i suoi familiari. Ulteriori costi dovrebbero essere destinati all’affitto di appartamenti nelle vicinanze per i funzionari della sicurezza. Nonostante Bennett abbia prestato giuramento il 13 giugno, l’ex Primo Ministro Benjamin Netanyahu, e la sua famiglia, non hanno lasciato la residenza fino alle prime ore del mattino dell’11 luglio.

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