Skip to main content

SPECIALE PESACH 5784

Scarica il Lunario 5784

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati

    ISRAELE

    Il Sudafrica e i finanziamenti ad Hamas. L’inchiesta del Jerusalem Post

    Proprio il Sudafrica, il Paese che ha messo Israele sul banco degli imputati della Corte internazionale di Giustizia dell’Aja accusandolo di genocidio, si troverebbe coinvolto con il terrorismo di Hamas. Il Jerusalem Post, infatti, ha fatto emergere una rete di organizzazioni che operano in Sudafrica finanziando le attività del gruppo terroristico di Hamas nascondendosi dietro ad attività di beneficenza.
    Il Jerusalem Post ha condotto un’inchiesta che mette in luce l’esistenza di una rete di organizzazioni sudafricane coinvolte nel finanziamento delle attività di Hamas attraverso la Fondazione Internazionale Al-Quds.
    La Fondazione è stata fondata da alcuni esponenti di Hamas nel 2001 a Beirut, in Libano, per raccogliere fondi per l’organizzazione terroristica. Il gruppo è stato messo fuori legge da Israele e sanzionato dagli Stati Uniti nel 2012 poiché controllato da Hamas. Le sanzioni hanno incluso il congelamento di tutti i beni della Fondazione che potevano rientrare sotto la giurisdizione statunitense e, come sottolineato dal Jerusalem Post, è stato anche vietato ai cittadini USA di poter effettuare transazioni di qualsiasi genere con la Fondazione stessa. Al-Quds ha conti correnti presso alcune delle principali banche sudafricane e ha raccolto fondi con la scusa di attività di beneficenza per i bisognosi a Gaza.
    Secondo quanto evidenziato dal Jerusalem Post, il Dipartimento del Tesoro statunitense ha messo in luce che la fondazione è gestita da esponenti di Hamas che sono membri delle commissioni amministrative e del board dell’organizzazione internazionale.
    Il quotidiano israeliano sottolinea che la Fondazione fa parte del network delle organizzazioni affiliate ai Fratelli Musulmani ed è stata recentemente presieduta dallo sceicco sunnita Yusuf Al-Qaradawi, noto per aver appoggiato attentati suicidi.
    Nonostante le sanzioni, la Fondazione continua ad operare a livello internazionale. L’inchiesta del Jerusalem Post indica l’esistenza di 13 filiali in giro per il mondo. In particolare, in Sudafrica è operativa la “Al-Quds Foundation SA” che non nasconde la sua affiliazione alla Fondazione che fa base in Libano. Dal 2019 il direttore sudafricano è lo Sceicco Ebrahim Gabriels, già presidente del MJC, il Consiglio giudiziario musulmano del Sudafrica, che secondo fonti di intelligence e antiterrorismo, rientra nell’ambito di oltre 50 organizzazioni di beneficenza che operano internazionalmente per raccogliere fondi per il gruppo terroristico di Hamas.
    Nell’inchiesta del quotidiano israeliano emerge che Gabriels aveva incontrato nel 2017 una delegazione politica di Hamas e nel 2011 il leader del gruppo terroristico Ismail Haniyeh durante un viaggio a Gaza. Gabriels ha anche visitato Israele dove ha incontrato Raed Salah nel 2008, leader di uno dei rami del Movimento islamico.
    Il Jerusalem Post evidenzia che alcune fonti abbiano fatto emergere l’esistenza di alcuni problemi con il conto corrente della Fondazione presso la Absa bank e che, per accettare fondi esteri, la fondazione abbia usufruito di un conto corrente intestato ad un altro gruppo, la Fondazione Baitul Maqdis. Il quotidiano israeliano sottolinea che si tratta di una “copertura organizzativa”. Un modus operandi attestato anche in un poster dell’autunno del 2023 sul quale sono stati indicati i dati bancari per le donazioni alla Fondazione Al-Quds SA. Dati che indicano chiaramente il ricorso ad un conto corrente bancario di Standard Bank, intestato a Baitul Maqdis, sulla quale vi sono poche informazioni.
    Baitul Maqadis non compare online se non in una pagina Facebook quasi inattiva che diffonde teorie complottiste e antisemite. Baitul Maqadis ha un conto corrente oltre che presso la Standard Bank, anche presso la Nedbank, e secondo quanto emerso nell’inchiesta del Jerusalem Post, quest’ultimo conto corrente sarebbe stato utilizzato per il trasferimento di fondi esteri alla Al-Quds Foundation del Sudafrica. Nedbank non ha potuto confermare al Jerusalem Post se Baitul Maqdis sia un cliente della banca per motivi di privacy.
    Una fonte ha rivelato al quotidiano israeliano che lo sceicco Hamid al-Ahmar sarebbe responsabile per le transazioni dal Sudafrica al Libano. Lo sceicco avrebbe stretti rapporti con il gruppo di Hamas secondo quanto messo in luce dal Jerusalem Post, tanto da congratularsi con Hamas per la sua vittoria a Gaza e da aver donato un milione di dollari alla Palestinian-Yemeni company per l’occasione.
    Il Jerusalem Post conclude indicando che “la Fondazione Maqdis Baitul fornisce una copertura alla Fondazione Al-Quds per i tentativi di trasferimento dei fondi a Hamas attraverso i loro conti presso Standard Bank e NedBank”.

    CONDIVIDI SU: