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    Israele ed Iran: ancora tensioni

    Continua in Medio Oriente la guerra fredda tra Israele ed Iran sul nucleare. Nella città di Natanz, infatti, l’Iran ha costruito un centro di assemblaggio centrifughe di nuova generazione, dalla grandezza di centomila metri quadrati, che si dirama per otto metri sotto il suolo e che è stato misteriosamente oggetto di un cyberattacco non rivendicato. Niente feriti, né inquinamenti, l’operazione ha provocato un guasto elettrico tale da arrecare gravi danni al cuore del programma di arricchimento dell’uranio, danneggiando alcune centrifughe IR-1. Il recente sabotaggio è stato definito dall’Iran come un atto di “terrorismo nucleare” (ma non ci sono state dispersioni di materiale radioattivo), e non sono mancate le accuse del Ministro degli Affari Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, nei confronti di Israele che già era stata ritenuta responsabile di un attacco allo stesso sito nel 2020. Zarif minaccia: “Ci riprenderemo la nostra vendetta”. Un’accusa dettata anche dagli eventi del 2018, quando Netanyahu rivelò in conferenza stampa mondiale che il Mossad avesse trafugato a Teheran mezza tonnellata di informazioni incriminanti l’Iran sull’utilizzo illecito del nucleare per fini militari, nonostante questo fosse stato ufficialmente interrotto dai relativi accordi stipulati precedentemente. Cresce dunque la tensione fra i due Paesi, dovuta anche alla recente decisione di Biden di riprendere gli aiuti finanziari ai palestinesi, quasi completamente bloccati dall’amministrazione Trump, e gli accordi su nucleare con l’Iran. La condanna è arrivata duramente da Netanyahu durante il discorso di Yom HaShoah:” La storia ci ha insegnato che accordi come questo, con regimi estremisti come questo, non valgono nulla – ha dichiarato il Premier – All’accordo con l’Iran che aprirà la strada alle armi nucleari non saremo obbligati in alcun modo. Abbiamo un solo obbligo: impedire a chiunque cerchi di distruggerci di tessere la sua trama”. In Israele, su richiesta del Ministro della Difesa Benny Gantz ed il procuratore generale Avichai Mandelblit, si riunirà il Consiglio della Difesa per valutare la criticità della situazione.

    Il conflitto è destinato a proseguire, con la consapevolezza da parte dell’Iran che all’interno del proprio stato, così riferito dal capo del Mossad Yossi Cohen, “Israele ha occhi, orecchie e molto altro ancora”.

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