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    ISRAELE

    È confermato, Israele elimina Abu Obeida, il portavoce di Hamas

    Un attacco mirato condotto dall’IDF e dallo Shin Bet nella città di Gaza ha portato all’eliminazione di Abu Obeida, il portavoce della brigata militare di Hamas e simbolo del terrorismo palestinese. Fonti palestinesi hanno confermato ai media arabi, che il raid israeliano nella notte tra sabato e domenica ha ucciso Abu Obeida nell’appartamento preso di mira nel quartiere Rimal, un quartiere di lusso nel cuore di Gaza.

    Per settimane, i servizi di sicurezza israeliani hanno monitorato i movimenti del portavoce mascherato, attendendo l’occasione giusta. Poche ore prima dell’attacco, è giunta l’informazione decisiva sulla sua presenza in un appartamento della città di Gaza. Da un centro operativo speciale dello Shin Bet, l’IDF ha lanciato un missile di precisione contro il secondo e terzo piano dell’edificio. L’operazione, basata su intelligence accurata e con l’obiettivo di ridurre al minimo i danni collaterali, ha centrato il bersaglio: l’uomo che per anni ha incarnato la propaganda e il terrorismo psicologico di Hamas.

    Il vero nome di Abu Obeida era Hudhayfa Samir Abdullah al-Kahlut. Conosciuto per le sue apparizioni televisive sempre a volto coperto da una kefiah rossa, era diventato un’icona per i sostenitori di Hamas nel mondo arabo. Aveva cominciato la sua ascesa nei primi anni 2000 come militante operativo, e nel 2005 era stato nominato portavoce ufficiale della brigata al-Qassam. Nel 2013 aveva conseguito un master in studi religiosi presso l’Università islamica di Gaza, e si preparava a un dottorato.

    Durante la guerra in corso, è stato il volto della narrativa di Hamas, diffondendo proclami minacciosi attraverso Al Jazeera e altri canali. Ma già dal 2014 Israele aveva svelato il suo volto trasmettendo immagini a volto scoperto.

    La sua eliminazione rappresenta un duro colpo morale e operativo per Hamas. Abu Obeida non era solo un portavoce: era parte del ristretto cerchio decisionale, vicino ai vertici militari e politici dell’organizzazione. La sua capacità di orchestrare la propaganda e di alimentare la paura faceva di lui una pedina fondamentale. Ora, con sempre meno leader rimasti nella Striscia, Hamas si trova ulteriormente indebolito. Tra i pochi ancora in vita viene citato Ez al-Din Haddad, comandante della brigata di Gaza.

    Parallelamente all’operazione, fonti della sicurezza israeliana riferiscono che tra 10.000 e 12.000 persone hanno lasciato la città di Gaza negli ultimi giorni, nonostante le minacce di Hamas che cerca di impedirne l’esodo per continuare a usarli come scudi umani. Israele, che si prepara alla fase successiva dell’operazione “carri di Gidon B’”, mira a svuotare progressivamente la “capitale di Hamas”.

    Nel frattempo è stato approvato un progetto idrico per fornire acqua potabile a oltre 600.000 gazawi nel sud della Striscia.

    Con la morte di Abu Obeida, Hamas perde il suo volto più riconoscibile e il principale architetto della sua guerra psicologica. Israele dimostra ancora una volta la capacità di colpire con precisione i vertici del terrorismo, mantenendo l’impegno a smantellare sistematicamente l’apparato che ha seminato morte e distruzione dal 7 ottobre.

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