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    ISRAELE

    Israele, Irit Hemmo e Hanita Ilan vincono il prestigioso Premio Rappaport per l’Arte

    È stato assegnato a Irit Hemmo, come artista affermata e a Hanita Ilan, come artista promettente, il riconoscimento più prestigioso e significativo nel panorama artistico israeliano, il Premio Rappaport per l’Arte.
    Il riconoscimento, che viene conferito ogni anno a due artisti che vivono e lavorano in Israele dalla Fondazione Bruce e Ruth Rappaport e il Tel Aviv Museum of Art, con l’obiettivo di sostenere la ricerca artistica e valorizzare il contributo alla cultura contemporanea, sarà assegnato durante una cerimonia ufficilaeil prossimo 15 marzo.
    Irit Hemmo, come spiegano le motivazioni della giuria, ha costruito nel corso di tre decenni un corpus di opere ampio e articolato, spaziando tra disegno, scultura, collage e installazione. A distinguerla è la scelta consapevole di lavorare attraverso meccanismi di casualità, caos e mancanza di controllo, utilizzando materiali marginali, quotidiani e deperibili che mettono in discussione le idee tradizionali di permanenza e stabilità nell’arte. Il suo immaginario visivo attinge a diverse fonti: dall’archeologia alle principali correnti del XX secolo, in particolare il minimalismo e l’astrazione, fino all’arte pubblica israeliana degli anni Cinquanta, come i murales dei kibbutz.

    Irit Hemmo, Untitled, 1992, Collection of the Tel Aviv Museum of Art

    Particolarmente rilevanti sono i suoi grandi disegni su carta carbone blu realizzati nei primi anni del 2000, in un momento in cui questo materiale stava scomparendo dall’uso quotidiano, e la sua serie di lavori realizzati con la polvere. In queste opere, la polvere diventa non solo materiale ma simbolo: fragile, temporanea e mutevole, suggerisce una visione della realtà come insieme instabile di particelle.
    Hanita Ilan, secondo la giuria, si distingue per le sue installazioni di grande formato, in cui la pittura si fonde con la dimensione scultorea e architettonica. L’artista lavora su lunghi teli di tessuto dipinti e sostenuti da strutture in legno, permettendo alle sue opere di esistere come entità tridimensionali. I tessuti, dipinti su entrambi i lati, assumono l’aspetto di rotoli che evocano testi antichi e manoscritti sacri, richiamando il ritmo sequenziale della lettura e l’ordine delle preghiere nella sinagoga. Nelle sue opere, Ilan esplora spesso il rapporto tra rivelazione e occultamento, presenza e scomparsa, utilizzando cancellature, sbavature e stratificazioni. Creare superfici stratificate in cui immagini di paesaggi, oggetti rituali, rovine e figure angeliche emergono e svaniscono. Questo processo conferisce al gesto pittorico una dimensione metafisica, in cui l’atto creativo diventa esperienza spirituale oltre che artistica.

    Hanita Ilan, Eternal Flame, 2025, Cheli Jusewitz Photographer

    Oltre al riconoscimento nel campo delle arti visive, la Fondazione Rappaport assegna ogni anno anche premi per l’eccellenza nella ricerca biomedica, in collaborazione con il Rappaport Research Institute del Technion, e il Ruth Rappaport Prize for Women Generating Change, in collaborazione con Keshet Group, a testimonianza dell’impegno trasversale della fondazione nel sostenere innovazione e impatto sociale.

    Foto: a sin. Irit Hemmo e a destra Hanita Ilan – Photo by Ifat Golan

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