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    La telemedicina israeliana in soccorso dei rifugiati ucraini

    Assistere i rifugiati ucraini attraverso la telemedicina. Questo l’obiettivo di Israele, che offre aiuto ai profughi che hanno necessità di cure mediche a distanza grazie all’utilizzo di dispositivi altamente avanzati.

    A questo scopo, lo Sheba Medical Center, il più grande ospedale d’Israele, ha attivato il programma ‘Sheba Beyond. Your virtual hospital’. 

    A Chisinau, capitale moldava vicino al confine con l’Ucraina, è presente un medico dello Sheba e numerosi volontari, che sottopongono ad esami clinici i rifugiati ucraini, utilizzando sistemi ad alta tecnologia di fabbricazione israeliana. Grazie a questi dispositivi i pazienti riescono ad interagire direttamente con i medici in Israele. Il team Sheba fa parte di una delegazione inviata dall’organizzazione israeliana di soccorso United Hatzalah.

    “Ho curato tutti – ha detto il prof. Gadi Segal, direttore di telemedicina interna allo Sheba – Gestanti, uomini, donne e anziani affetti da seri disturbi a causa del lungo viaggio per arrivare al confine. E poi ci sono i bambini e i pazienti cronici, che hanno bisogno di esami del sangue urgenti. Tutti sono assistiti a distanza dallo Sheba Center”. 

    A causa della diffusione del Covid-19 Israele ha implementato l’assistenza sanitaria: “Durante la pandemia abbiamo appreso come la telemedicina possa rivoluzionare la medicina. Ora la stiamo utilizzando per curare i rifugiati – ha aggiunto Segal – Abbiamo superato confini e distanza. Siamo in grado di fare precise diagnosi cliniche e consulti a pazienti in zona di guerra, anche in prima linea”.

    Uno dei sistemi utilizzati è il dispositivo a ultrasuoni portatile per la diagnosi prenatale della PulseNmore, che permette di controllare lo stato di salute del bambino, trasmettendo le immagini direttamente al Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale.

    TytoCare, la piattaforma All-in-one del settore sanitario, basata sull’Intelligenza Artificiale, consente di eseguire esami clinici completi di cuore, pelle, orecchie, gola, addome, polmoni, oltre al rilevamento della temperatura corporea e della saturazione di ossigeno nel sangue.  

    Rilevante anche la funzionalità wireless del sistema di Biobeat Medical Technologies, grazie al quale sono monitorati i principali segni vitali dei pazienti, che vengono visualizzati in tempo reale.

    “Sentivamo l’obbligo morale di fornire sul campo la tecnologia e l’esperienza dei medici e degli specialisti dello Sheba Medical Center, al fine di aiutare i rifugiati”, ha affermato Sarit Lerner, responsabile del programma ‘Sheba Beyond’.

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