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    Martin Davidovich, il primo paracadutista dell’IDF, verrà sepolto in Israele 73 anni dopo la sua morte

    Il corpo di Martin Davidovich, il primo paracadutista dell’IDF caduto della nazione, verrà portato in Israele la prossima settimana per la sepoltura, 73 anni dopo la sua morte, accaduta accidentalmente durante un’esercitazione in Cecoslovacchia.

    Una delegazione del ministero della Difesa e dell’IDF andrà a Praga per recuperare i resti di Davidovich prima di riportarli in Israele.

     

    Davidovich nacque nel 1927 a Częstochowa in Cecoslovacchia. Fu un membro attivo nel movimento giovanile dell’Hashomer Hatzair, fino alla Seconda guerra mondiale quando fu catturato e spedito ad Auschwitz nell’aprile 1944, e successivamente nel campo di concentramento di Mauthausen. Perse, durante la Shoah, molti dei suoi famigliari.

     

    Dopo la fine della guerra, sopravvissuto ad Auschwitz, Davidovich tornò in Cecoslovacchia e si unì alla Brigata Ceca: un’unità militare costituita con lo scopo di addestrare i futuri soldati per il nascente Stato di Israele. Morì, a soli 21 anni, nel 1948 durante un’esercitazione di volontari ebrei.

     

    Secondo il Museo Chaim Herzog, la brigata venne fondata nel luglio 1948. I volontari ebrei si addestrarono con l’esercito ceco, in coordinamento con i funzionari israeliani.

    “L’idea era fondamentalmente quella di istituire una forza militare composta da volontari ebrei, da addestrare in Cecoslovacchia, che sarebbero poi emigrati in Israele. Lì avrebbero contribuito a costruire l’IDF, diventando quindi una forza di combattimento interno “, ha spiegato il museo.

     

    Sebbene Davidovich non abbia ufficialmente mai servito nell’IDF, durante un corso dell’esercito israeliano è stato menzionato in un rapporto presentato alle autorità israeliane, diventando una figura di spicco nella brigata dei paracadutisti. Pertanto, nel 2001 l’IDF ha deciso di riconoscerlo ufficialmente come soldato caduto.

     

    Mercoledì, anche i paracadutisti dell’IDF si uniranno alla delegazione incaricata di riportare il corpo di Davidovich in Israele per la sepoltura.

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