
Dopo mesi di audizioni, eliminazioni e prove decisive, il verdetto è arrivato: sarà Noam Bettan a portare la bandiera di Israele all’Eurovision Song Contest 2026, in programma a Vienna il 12, 14 e 16 maggio.
La finale di HaKokhav HaBa, il talent show che ogni anno seleziona il rappresentante israeliano per l’Eurovision, ha visto Bettan conquistare pubblico e giuria grazie a due interpretazioni particolarmente intense: “Nitsacht Itti Hakol” di Amir Benayoun e il celebre brano francese “Dernière Danse” di Indila. Performance che hanno confermato la sua cifra artistica, capace di fondere sensibilità emotiva, presenza scenica e una forte identità internazionale.
Sul podio finale si sono classificati al secondo posto Gal De Paz, seguita da Shira Zaluf al terzo e da Alona Erez al quarto.
La vittoria di Bettan è stata letta dai media israeliani come il punto di arrivo di un percorso lungo e non lineare. Nato nel 1998 e cresciuto a Ra’anana, è figlio di genitori francesi emigrati da Grenoble. Parla ebraico, inglese e francese: un elemento che non rappresenta soltanto un dato biografico, ma una componente centrale della sua identità artistica.
Circa dieci anni fa, ancora adolescente, aveva già tentato l’accesso a HaKokhav HaBa senza riuscire a superare le selezioni. Un episodio ricordato anche durante l’edizione attuale, quasi a sottolineare il valore simbolico di una rivincita costruita nel tempo. Nel 2018 ha partecipato a un altro talent musicale, Aviv o Eyal, chiudendo al terzo posto.
Negli anni successivi ha iniziato a definire il proprio percorso come cantautore, pubblicando musica originale a partire dal 2021. Brani come “Buba” e “Madam” hanno segnato una fase di crescita artistica che lo ha portato ad affrontare il programma con una consapevolezza profondamente diversa rispetto al passato.
In un’intervista rilasciata a Mako, Bettan ha raccontato anche il lato più intimo della sua esperienza nel talent. Ha spiegato come il percorso sia stato, prima di tutto, un confronto con le aspettative e con l’idea di dover essere sempre all’altezza, soprattutto davanti a giudici che già conoscevano il suo cammino. «Pensavo di dover essere perfetto», ha ammesso, aggiungendo che il vero lavoro è stato accettare la possibilità di sbagliare e restare umano. Un approccio che si riflette anche nel suo modo di vivere il palco: prima di ogni esibizione, ha raccontato, recita lo Shema Israel. Tra le influenze musicali che cita più spesso c’è Michael Jackson, l’artista che ha acceso i suoi primi sogni.
Il brano con cui Noam Bettan rappresenterà Israele sarà selezionato internamente da una commissione professionale. Secondo le prime indiscrezioni, la canzone includerà testi in ebraico, inglese e francese, riflettendo il background multiculturale dell’artista e una strategia pensata per parlare a un pubblico europeo ampio. Lo stesso Bettan ha espresso il desiderio di essere coinvolto direttamente nel processo creativo, anche nella scrittura.
Israele gareggerà nella prima semifinale dell’Eurovision 2026, in programma il 12 maggio, esibendosi nella seconda parte dello show. L’edizione di quest’anno vedrà la partecipazione di 35 Paesi. La presenza israeliana arriva dopo mesi di incertezza legata al contesto geopolitico: l’European Broadcasting Union ha confermato la partecipazione introducendo alcune modifiche regolamentari, mentre cinque Paesi hanno scelto di ritirarsi dalla competizione.
Nonostante le polemiche, Israele figura attualmente al primo posto nelle classifiche dei bookmaker, con una probabilità di vittoria stimata intorno all’11%, davanti a Finlandia, Svezia, Ucraina e Italia.
Per Noam Bettan, però, il focus resta il palco. Come ha lasciato intendere in più occasioni, l’obiettivo non è il risultato, ma “dare tutto”. Il resto, come ha detto, “non dipende da me”. Un approccio che ora dovrà misurarsi con la vetrina più grande della musica europea.












