
Il corpo dell’ultimo ostaggio israeliano nella Striscia di Gaza, il sergente maggiore Ran Gvili, è stato ritrovato e riportato in Israele al termine dell’operazione “Cuore Coraggioso” condotta dalle Forze di Difesa Israeliane. Con la sua identificazione, per la prima volta dal luglio 2014 non ci sono più ostaggi israeliani a Gaza.
Ran Gvili, 24 anni, agente dell’unità speciale YASAM della polizia israeliana, era stato ucciso il 7 ottobre 2023 nei combattimenti contro i terroristi di Hamas al kibbutz Alumim, e il suo corpo era stato rapito e portato nella Striscia. Quel giorno, nonostante fosse ferito e in attesa di un intervento chirurgico, aveva deciso di correre al fronte appena aveva appreso dell’attacco, per difendere i civili e combattere i terroristi.
Le ricerche, basate su un lungo sforzo operativo e di intelligence, si sono concentrate in particolare in un cimitero nel quartiere di Shejaiya, lungo la cosiddetta “linea gialla” sotto controllo israeliano. Dopo settimane di lavoro, il corpo è stato localizzato e identificato con l’assistenza delle autorità mediche, della polizia e del Rabbinato militare. L’IDF ha informato la famiglia che il loro caro è stato identificato e riportato per la sepoltura in Israele.
Gvili è stato tenuto in ostaggio per 843 giorni, diventando l’ultimo prigioniero israeliano a tornare. Secondo le testimonianze, quella mattina del 7 ottobre fu tra i primi a entrare in combattimento e a guidare le forze sul terreno, dimostrando sangue freddo, leadership e coraggio. I suoi compagni lo descrivono come un combattente determinato, un leader naturale e un vero eroe.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato: “È entrato per primo e ha lasciato per ultimo”.
La sua storia incarna lo spirito di sacrificio e responsabilità che ha caratterizzato le forze di sicurezza israeliane in uno dei momenti più drammatici della storia recente del Paese. Con il ritorno di Ran Gvili, il cerchio si chiude: tutti gli ostaggi sono stati riportati a casa, come promesso.
È un momento di dolore, ma anche di profonda determinazione nazionale: Israele continua a ribadire il suo impegno a riportare ogni figlio e ogni figlia a casa, vivi o caduti, come parte di un patto morale incrollabile con i suoi cittadini e i suoi combattenti.
Che la memoria di Ran Gvili sia una benedizione.












