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    Spade di ferro giorno 85 – I principi operativi dell’aviazione israeliana

    Una campagna di stampa devastante

    Quasi subito all’inizio della guerra è partita una campagna di stampa dei sostenitori di Hamas e di generici “pacifisti” per demonizzare Israele e cercare di paralizzare la sua autodifesa. Essa è ancora in atto ed è la principale responsabile dell’ondata di antisemitismo che colpisce anche Europa e Stati Uniti, oltre ai paesi alleati dell’Iran. Continuamente si ripete la menzogna 8.000, 10.000, 15.000 bambini uccisi (su 22.000 vittime secondo i calcoli certamente gonfiati dei portavoce di Hamas), come se Israele mirasse ai bambini e non ai terroristi, si parla di disastro umanitario e addirittura di genocidio (a Gaza adesso, non nei villaggi israeliani il 7 ottobre): tutte menzogne propagandistiche, che però sulla stampa occidentale hanno uno spazio certamente maggioritario e coinvolgente per l’opinione pubblica. Non si tiene più conto del fatto che Israele non aveva nessuna intenzione di fare questa guerra, anzi che è stato colto disgraziatamente di sorpresa; non si dice che Hamas, Al Fatah, gli Hezbollah, l’Iran hanno lodato la strage di civili e molte volte promesso di ripeterla. Non si citano i missili spediti sulla popolazione civile israeliana, non si ricordano le decine di migliaia che hanno dovuto sfollare anche in Israele in seguito ai bombardamenti e alle minacce di Hamas e Hezbollah. Quel che conta oggi sembra essere solo il costo che la popolazione di Gaza paga per la scelta della sua dirigenza di dichiarare guerra a Israele e farlo nel modo più atroce e terribile, tanto da rendere impossibile a qualunque governo minimizzare il rischio; di mimetizzare i terroristi e le loro armi in mezzo alla gente, sotto moschee, ospedali e scuole; di non arrendersi e liberare il centinaio di rapiti che restano nelle mani dei terroristi. Quel che è sotto accusa non è il terrorismo, ma i bombardamenti israeliani che cercando di eliminare le loro fortezze. La principale accusata in questa campagna è dunque l’aviazione militare israeliana, che ha svolto il grosso dello smantellamento delle strutture terroristiche. Vale la pena dunque di leggere con attenzione una dichiarazione del suo capo di stato maggiore, il generale di brigata Omer Tischler.

     

    I principi operativi dell’aviazione militare israeliana

    “Dal massacro del 7 ottobre, l’aeronautica israeliana ha condotto una campagna precisa, mirata e basata sulla situazione nel terreno. I nostri principi di pianificazione includono: 1. Colpire obiettivi basandoci su informazioni e necessità militare per il supporto aereo ravvicinato. 2. Pianificare l’evacuazione dei civili: ciò consente di colpire e manovrare in aree con una presenza civile minima. 3. Selezionare le munizioni giuste per ridurre al minimo i danni collaterali, il che ci permette di colpire con precisione Hamas anche se opera all’interno di aree civili. 4. Monitoraggio in tempo reale: durante gli attacchi, monitoriamo l’area interessata. Se non è conforme alle nostre procedure operative standard, per esempio per la presenza di civili estranei all’obiettivo, interrompiamo l’azione”.

     

    Le “bombe stupide”

    “Tenendo presenti questi principi, affronterò ora le questioni che sono state pubblicate nei media: Per cominciare, l’uso delle cosiddette “bombe stupide”. Il termine “bombe stupide” descrive le munizioni che non sono guidate. Si tratta di munizioni standard utilizzate regolarmente dagli eserciti di tutto il mondo. L’affermazione che tali munizioni siano indiscriminate o causino danni incontrollabili è fuorviante. Anche se queste munizioni non sono guidate dal GPS, vengono comunque utilizzate in modo accurato. Esse sono lanciate in uno specifico punto di rilascio calcolato dal sistema dell’aereo per consentire al pilota di colpire con precisione un bersaglio”.

     

    Le munizioni usate

    “Voglio anche affrontare il nostro utilizzo di munizioni pesanti. Perché vediamo così tanti crateri? Le munizioni pesanti vengono fatte esplodere sottoterra, prevenendo la frammentazione e riducendo significativamente l’onda d’urto e i detriti. In questi attacchi, il cratere risultante visibile nelle immagini satellitari indica che la detonazione sotterranea è effettivamente avvenuta su un obiettivo militare e ha minimizzato direttamente i danni alle aree circostanti. Inoltre, in molti casi, utilizziamo piccole cariche per colpire obiettivi vicino ad aree sensibili. Tali obiettivi includono lanciarazzi, comandanti terroristi, loro tunnel e centri di comando e controllo, che si trovano in tutta la Striscia di Gaza”.

     

    La professionalità, gli errori possibili e l’obiettivo finale

    “Questi sono i principi che guidano le nostre operazioni. Ma vorrei essere molto chiaro. In guerra possono verificarsi degli errori. Sebbene siano eccezionali, vengono comunque commessi. Li studiamo, impariamo da loro e di conseguenza apportiamo modifiche al nostro protocollo. L’aeronautica israeliana, insieme alle forze di terra, continuerà a condurre una campagna precisa, mirata e professionale in conformità con il diritto internazionale. Per concludere, questa guerra è iniziata dopo che Hamas ha brutalmente attaccato il nostro popolo. Stiamo combattendo insieme in aria, in mare e sulla terra secondo i nostri valori, per sconfiggere Hamas e riportare a casa il nostro popolo”.

     

    L’evoluzione dei combattimenti

    La notizia più importante degli ultimi giorni è che undici ufficiali di alto rango delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (Pasdaran) sono stati uccisi nell’attacco dell’altra notte in Siria all’aeroporto di Damasco che secondo le fonti governative siriane è stato compiuto da Israele. Il giornale saudita Al-Hadath afferma che gli omicidi mirati della scorsa notte sono stati più importanti dell’uccisione di Qasem Soleimani. In effetti l’intero gruppo di alti comandanti che dirigeva le azioni contro Israele in Siria e nei suoi dintorni è stato completamente eliminato. Sempre riguardo alla Siria, ieri i caccia da combattimento israeliani sono penetrati in territorio siriano fino ad Aleppo, quasi al confine con la Turchia, a quattrocento chilometri a nord di Israele. Gli aerei sono passati dal Mediterraneo, non troppo lontano dunque dai porti russi nel nord della Siria e dalle base aeree che li servono – il che pone una serie di interrogativi rispetto alla posizione russa in questa guerra: l’aeronautica di Putin in Siria è stata completamente sguarnita per sostenere l’attacco all’Ucraina, o la Russia è tornata alla neutralità che una volta rispettava fra Israele e Siria? A una distanza analoga a quella di Aleppo è stata colpito anche l’aeroporto di Albu Kamal, proprio al confine dell’Iraq. Si tratta sempre di basi di milizie filoiraniane, con rifornimenti destinati a Hezbollah. Per quanto riguarda Gaza, i soldati israeliani hanno scoperto una rete di tunnel molto profondi e attrezzati vicino a Gaza City e li hanno distrutti. Sono stati trovati a partire dall’appartamento segreto del leader di Hamas Yahya Sinwar, da cui si accedeva a questa rete di tunnel. A Khan Yunis sono in corso combattimenti molto aspri che hanno portato alla conquista del quartier generale di Hamas in questa città, che oggi è la base principale dei terroristi.

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