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    25 aprile: le offese neofasciste alla memoria della Liberazione

    Forse approfittando della mancanza di cerimonie ufficiali a causa del contenimento sociale imposto dalla pandemia, sono stati numerosi i casi di vandalismo e di vere e proprie offese alla memoria dei caduti per la liberazione dell’Italia dal oppressione nazifascista. Numerosi e vergognosi atti, commessi in varie parti del Paese.

    Ad Acilia, in periferia di Roma, è stata vandalizzata la targa in memoria di Lido Duranti, partigiano comunista arrestato dalle SS e trucidato alle Fosse Ardeatine. A Verona, Digos e Polizia hanno rimosso una bandiera tricolore con l’aquila fascista, che nella notte era stata issata su un pennone accanto allo stadio Bentegodi. Provocazioni anche in Sicilia: a Marsala è stata imbrattata la targa in ricordo delle partigiane Francesca Alongi, Bice Cerè e Grazia Meningi, due delle quali rimaste uccise durante la Resistenza.

    Nel genovese imbrattate con svastiche le lapidi dedicate ai Martiri del Turchino, a Mele, e quella dedicata ai Combattenti partigiani di Ceranesi. I segni sono stati subito rimossi dalle amministrazioni comunali. Scritte e simboli inneggianti al fascismo sono stati tracciati, sempre nella notte, anche sul Monumento ai Caduti situato nel parco della Resistenza e su alcuni edifici comunali a Ozzano dell’Emilia, (Bologna). “Polizia locale e Carabinieri – spiega il sindaco Luca Lelli – hanno avviato le indagini per cercare i colpevoli di questi sfregi. E’ stato un atto meschino e vigliacco”. 

    La Digos di Macerata indaga invece su un volantino raffigurante la sindaca di Potenza Picena, Noemi Tartabini, di centrodestra, con la fascia tricolore a testa in giù, con la scritta “Credere obbedire penzolare”. II volantino si innesca sulle polemiche di questi giorni dopo il manifesto per il 25 aprile nel quale l’amministrazione ricordava tutti i morti della Seconda Guerra Mondiale, accomunandoli alle vittime del Covid19.

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