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    “La mia sfida per Genova” – Intervista ad Ariel Dello Strologo

    Avvocato, già presidente del Porto Antico, dal 2015 a capo della comunità ebraica di Genova, Ariel Dello Strologo sfiderà per il centrosinistra e il Movimento Cinque Stelle alle comunali Marco Bucci, attuale sindaco di centrodestra, eletto nel 2017, che può vantare il supporto del governatore della Liguria Giovanni Toti.

     

    Il nome del candidato è stato confermato durante un vertice nella giornata di martedì e sembra godere della fiducia della maggior parte delle liste contro il centrodestra, convinte del programma focalizzato su sanità pubblica, sviluppo sostenibile e risoluzione sulla questione dei depositi costieri, commercio regionale, scuola e lavoro. Un programma che potrebbe convincere anche Italia Viva a fare un passo avanti verso una coalizione più ampia. Shalom ha intervistato Dello Strologo.

     

    È contento della sua candidatura?

     

    Certamente. Il fatto di essere il candidato di una coalizione ampia fa in modo che ci siano i presupposti per un buon risultato. Essere scelto da più forze politiche mi rende orgoglioso.

     

    Quali sono i suoi programmi su Genova e sul nodo dei trasferimenti dei depositi costieri?

     

    Da molti anni questa città si trova ad affrontare una profonda crisi economica e sociale ed è stata ovviamente appesantita dalla pandemia. L’idea è di avere un programma che preveda un’azione amministrativa diretta a cercare di diminuire le forti disuguaglianze sociali che si sono create negli ultimi anni.

     

    Il problema dei depositi costieri è molto ampio, a Genova città e porto convivono: non c’è molta possibilità di espandere lo scalo in zone lontane dalla città, quindi ogni volta che si profila l’ipotesi di nuovi insediamenti in area portuale si crea un problema. È molto difficile trovare il punto di equilibrio tra la necessità di crescere, perché è l’industria principale della città e, allo stesso tempo, l’esigenza dei cittadini di vivere in sicurezza e salute senza correre rischi perché si trovano in aree industriali.

     

    Come pensa di riuscire a convincere i centristi?

     

    La mia candidatura nasce proprio con l’intento di essere rappresentativa di una coalizione dalla sinistra fino al centro; per me non è un problema tanto di forze politiche, quanto di programma e di rappresentare una parte ampia. Sono sicuro che alla fine le forze politiche sia del centrosinistra sia di sinistra si riconosceranno in un candidato come me rappresentante di un’area moderata. Penso che una società giusta sia quella che sappia coniugare sviluppo e giustizia sociale per fare in modo che se si produce crescita economica sia equamente distribuita tra i cittadini senza sperequazioni tra zone di ricchezza e povertà.

     

    Teme che la possibile alleanza tra Renzi e Toti a livello nazionale possa incidere sull’appoggio di Italia Viva alla sua candidatura?

     

    Questa è una questione che riguarda più Italia Viva. Quello che penso è che Italia Viva fino ad ora abbia fatto parte di un’area politica considerata di centrosinistra; la mia proposta è di centrosinistra. È semmai Italia Viva che deve convincere i suoi elettori sull’opportunità di andare a destra.

     

    Si è già dimesso dalla Superga per conflitto d’interessi. Come intende procedere rispetto alla presidenza della Comunità Ebraica di Genova?

     

    Premetto che a marzo ci saranno le nuove elezioni del Consiglio della Comunità e io mi candiderò perché nel caso in cui non dovessi essere eletto sindaco voglio continuare il mio impegno verso la Comunità. Se dovessi invece essere eletto, sarebbe molto probabile che ci sarebbe un’incompatibilità, in questo caso non potrei portare avanti la guida della Comunità Ebraica, ma continuerei a portare il mio contributo in quanto sindaco. Garantirò che la Comunità Ebraica possa vivere al meglio all’interno della città.

     

    In che modo secondo lei, l’ebraismo aiuta nell’affrontare la politica?

     

    “Tutto ciò che ho fatto nella vita è stato improntato dai valori che mi sono stati insegnati in quanto ebreo. Abbiamo una serie di valori positivi corrispondenti con il progresso e la solidarietà che ci vengono insegnati dalla Torah e secondo me facilmente possono essere uno strumento di guida della società. Il fatto stesso di appartenere ad una minoranza e di non rinunciare a manifestare le proprie caratteristiche è un insegnamento perché dà il giusto valore alle differenze. Il fatto di essere ebrei può diventare un fattore positivo nella vita al di fuori della Comunità”.

     

    Se dovesse essere eletto, seguirà le orme del sindaco Ernesto Nathan?

     

    “Da ciò che mi ricordo Nathan è stato un sindaco molto amato a Roma e tutto quello che ha fatto va sicuramente riportato. Anche se i tempi sono cambiati”.

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