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    ITALIA

    Al Senato proiettato “We Will Dance Again” sul Nova Festival

    “Se è legittimo non avere empatia verso un ebreo o un israeliano, quella violenza può ripetersi”. Una frase che colpisce e fa riflettere: solo riconoscendo il dolore altrui, possiamo fare in modo che una tragedia non ne generi un’altra. Un messaggio dunque forte e chiaro, lanciato da Maurizio Molinari durante la proiezione al Senato del documentario ‘We Will Dance Again’, sull’attacco del 7 ottobre 2023 al Nova Festival, organizzata dall’associazione 7 Ottobre. L’evento, promosso dalle Comunità Ebraiche di Roma e Milano e dall’ambasciata di Israele in Italia, ha visto la partecipazione di numerosi senatori, tra cui Lucio Malan, Stefania Craxi, Graziano Delrio ed Ester Mieli. Ad aprire l’incontro è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha ribadito la vicinanza della Camera a Israele.
    “Se si guardasse alla storia é scontato stare dalla parte del popolo ebraico. Il modo in cui oggi Israele e il popolo ebraico resistono a un’ondata di odio, attacchi e ignobili accuse è esemplare. Non c’è dubbio che il 7/10 sia stato orrore”.
    La parola è poi passata a Stefano Parisi, che si è soffermato sull’importanza di questo documentario per contrastare l’odio antisemita. “Questo documentario va fatto vedere ai ragazzi italiani il 27 gennaio, Giorno della Memoria, mostrando loro come l’odio verso gli ebrei sia ancora vivo e trovi spazio nei media, nelle università e in alcune parti della politica. Dobbiamo salvare i nostri giovani dalla propaganda”.
    Successivamente è stato proiettato il documentario ‘We Will Dance Again’, diretto da Yariv Mozer, che ricostruisce le drammatiche ore del pogrom perpetrato da Hamas al Nova Festival. Attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, il film mostra come centinaia di giovani, riuniti per celebrare la vita in un rave, abbiano visto in pochi attimi trasformarsi la festa in tragedia, trovandosi di fronte alla morte. Dalle loro testimonianze si evince come la loro sopravvivenza sia un miracolo, perché per ore quei luoghi hanno rappresentato esclusivamente la morte.
    Una volta terminato il documentario, ha preso la parola Maurizio Molinari, che ha sottolineato la necessità di avere empatia verso le vittime del 7/10 per contrastare l’intolleranza.
    “Il messaggio che questo documentario lascia alle nostre generazioni è avere empatia per le vittime. Riconoscere le loro sofferenze, sentirle proprie. La storia dell’odio contro gli ebrei si genera quando c’è questa dilagante carenza di empatia verso le vittime e, all’indomani del 7 ottobre, c’è stata”.

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