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    Caso Gratteri, Santerini: ‘’Spero che il CSM prenda provvedimenti"

    Alla luce dei recenti episodi di antisemitismo riguardanti il libro ‘’Strage di Stato’’, abbiamo deciso di intervistare la coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo Milena Santerini, a cui va il nostro plauso per il lavoro svolto durante il suo primo anno di carica.

     

    Buongiorno Prof.ssa Santerini, grazie di aver accettato questa intervista. Quello appena trascorso è stato anche per lei un anno difficile. Può tracciarcene un bilancio?

     

    Nonostante l’emergenza pandemica, sono stati ottenuti numerosi risultati.

    Innanzitutto mi sono occupata di come applicare in Italia la definizione di antisemitismo dell’IHRA ed ho composto un gruppo tecnico formato da esperti, tra cui anche rappresentanti delle comunità ebraiche. Il risultato è un documento di strategia nazionale di lotta contro l’antisemitismo, il secondo in Europa dopo l’Austria. Attendiamo la sua approvazione da parte del nuovo Governo, oltre che la mia formalizzazione ufficiale.

    Ho inoltre intrapreso relazioni con le principali organizzazioni internazionali che si occupano di antisemitismo, compreso il gruppo dei miei omologhi europei, in stretta relazione con il coordinamento presso la Commissione europea. Lavorando insieme, ci siamo scambiati idee, problematiche e buone pratiche. Un altro traguardo di cui sono orgogliosa, inoltre, è il lancio di una forte azione con il Ministero della Pubblica Istruzione, con il quale abbiamo costruito un comitato paritetico, di cui è parte anche l’UCEI, con il compito di realizzare delle linee guida contro l’antisemitismo nelle scuole. Contiamo di concludere dopo l’estate.

     

    Assistiamo ad un quadro migliorato o peggiorato rispetto all’anno passato?

     

    Come ricercatrice, posso dire che non abbiamo dati sufficienti per dire precisamente ‘’di più’’ o ‘’di meno’’. Si tratta di una situazione da vedere nelle sue sfaccettature: nel periodo del Giorno della Memoria, per esempio, da un lato abbiamo visto numerosi zoom bombing, fenomeni particolarmente gravi in quanto attacchi diretti e offensivi, dall’altro c’è stato un grande aumento delle iniziative sulla Memoria.

    In generale, però, le segnalazioni arrivate sono in aumento. Una causa è certamente l’emergenza pandemica: proprio come i virus, l’antisemitismo riemerge quando le difese si abbassano. I mesi di marzo, aprile e maggio si sono caratterizzati per la pubblicazione sui social di numerosi tweet antisemiti, la maggior parte di stampo cospirazionista, con gli ebrei accusati di essere untori e di lucrare sulla propagazione del Covid.

     

    Parliamo di stretta attualità. C’è un grande contributo ebraico alla lotta alla pandemia: Pfizer, Johnson & Johnson, ma anche il grande successo dello Stato d’Israele nella gestione della campagna vaccinale. Questo ha un’influenza positiva nei confronti dell’opinione pubblica o crede che possa comunque prestare il fianco a dietrologie e stereotipi fin troppo conosciuti?

     

    Inizialmente, quando si seppe che Israele aveva comprato i vaccini molto prima degli altri, si è scatenato sul web un fenomeno di dietrologismi. Devo dire che, man mano che è prevalsa la narrazione più vera, si è lasciato il posto ad un senso di ammirazione. Questa è la conferma che l’antisemitismo è tutto e il contrario di tutto, non ha bisogno di principio di realtà.

     

    A proposito di questo, le chiedo un commento sulla polemica suscitata dalle accuse di stampo complottista e antisemita contenute all’interno del libro ‘’Strage di Stato’’, che coinvolge peraltro i magistrati Angelo Giorgianni e Nicola Gratteri, autori rispettivamente del libro e della prefazione. Come Coordinatrice nazionale, ha intenzione di prendere provvedimenti in merito?

     

    I virgolettati mi sembrano di stampo antisemita classico, con focus su lobby di potere e produzioni farmaceutiche. Non ho il potere di agire sulla magistratura, ma ho privatamente denunciato il fatto e ho intenzione di farlo pubblicamente. Spero quindi che il CSM possa prendere dei provvedimenti, una volta verificato l’accaduto.

     

    Abbiamo iniziato l’intervista con un bilancio sul passato, concludiamo con una battuta sul futuro: quali sono gli obiettivi che il coordinamento si è prefissato per l’anno da affrontare? Quali le sfide più importanti?

     

    Una volta approvata da parte del Governo, intendo utilizzare la strategia nazionale per andare capillarmente a chiedere che sia applicata dalle singole istituzioni: ministeri, mondo universitario, sport, media. Ritengo che questo sia un aspetto fondamentale del mio lavoro. 

    Le sfide più importanti, invece, sono costituite dalla rimozione dei contenuti che incitano all’odio sui social media, dal cambiamento nella formazione degli insegnanti, delle forze dell’ordine e dei magistrati, istruiti sulle nuove forme dell’antisemitismo, e dalla maggiore attenzione da riservare al mondo dello sport, perché siamo abituati ad assistere senza adeguati interventi a minimizzazioni di manifestazioni di antisemitismo da parte delle tifoserie.

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