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    Il Museo ebraico di Casale Monferrato accessibile a tutti

    Che la piccola Comunità Ebraica di Casale Monferrato sia in costante dialogo con la società attorno a lei è sempre sembrato normale in questo angolo di Piemonte, ma un conto è quando raduna cittadini di ogni confessione religiosa nel Cortile delle Api per eventi culturali o celebrare Chanukkah, un conto quando l’idea di dialogo capace di abbattere ogni barriera tra identità diverse si concretizza in un progetto di inclusività totale. Anche fisica.

    Lo si vede nel progetto con cui il complesso museale della Comunità casalese diventerà accessibile anche alle persone con cecità, ipovisione, sordità e con necessità comunicative complesse. Ad oggi in vicolo Salomone Olper sono già eliminate parte delle barriere per le persone con disabilità motoria, ma questo nuovo step ha richiesto un complesso lavoro di “progettazione inclusiva” di ogni aspetto della comunicazione, con un focus sul linguaggio che si è rivelato molto stimolante per una tradizione, come quella ebraica, che nella parola ha la sua essenza.

    Nei dettagli: il progetto ideato dalla Fondazione Casale Ebraica, in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e promosso dalla Direzione Generale Musei, è stato finanziato grazie al PNRR e realizzato da tre imprese ad alto contenuto di innovazione applicata a cultura e disabilità: Heritage, Tactile Vision, Cityfriend. Coinvolti da subito anche i rappresentanti dei potenziali utenti finali: l’Istituto dei Sordi di Torino, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti del Piemonte e Anffas. Il lavoro ha implicato la revisione del sito web di Casale Ebraica, un nuovo sistema di prenotazione online e una nuova edizione dell’app “Casale Ebraica” che diventa uno strumento aggiuntivo per una serie di percorsi di visita differenziati per tipologie di utenti. In un dialogo sia fisico che digitale con gli spazi le persone con cecità e ipovisione troveranno pannelli multisensoriali visivo-tattili e opere touch, quelle con sordità videoguide in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e International Sign (IS), mentre per persone con necessità comunicative complesse sono state realizzate una guida in linguaggio facilitato Easy To Read e una brochure con simboli CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa). 

    Rendere accessibile il museo alle persone non udenti è stato un vero “progetto nel progetto”con la realizzazione di 50 termini ebraici in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e International Sign (IS), per il quale sono stati anche codificati appositamente lemmi. Uno strumento che non sarà utile solo alla realtà casalese. L’intero progetto, del resto, contribuisce ad alzare l’elevato standard del sito. Lo spiega Claudia De Benedetti, direttore del Museo di Arte e Storia Ebraica di Casale: “Il nostro polo ha ormai un’offerta di servizi a livello dei grandi musei europei, con strumenti e competenze che ci permettono di essere interlocutori privilegiati analoghe con realtà in Israele e USA e un pubblico internazionale che comincia a essere una quota importante dei nostri visitatori”.

    Il progetto verrà presentato giovedì 12 ottobre in vicolo Salomone Olper dalla Fondazione Casale Ebraica, in una giornata divisa in due parti. La prima alle ore 11,30 dedicata agli utenti finali dei nuovi percorsi. La seconda alle ore 16,30 aperta a tutto il pubblico, alla presenza delle autorità, tra cui anche Noemi Di Segni, presidente UCEI. Sarà anche questa una festa dedicata al dialogo con “l’altro”, chiunque esso sia e qualunque lingua parli, anche quella dei segni.

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