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    Il Premio ADUTEI per la TV al Viaggio nella grande bellezza d’Israele

    È la varietà dei colori, delle luci, dei paesaggi e delle culture d’Israele che ha conquistato gli autori e la troupe di “Viaggio nella Grande Bellezza- La Terra di Gerusalemme” e che ha stregato gli spettatori, tanto da fargli conquistare un premio prestigioso. Alla puntata del programma dedicata ad Israele è stato consegnato ieri il Premio stampa per la TV dell’ADUTEI (Associazione Delegati Ufficiali del Turismo Estero in Italia).

    “Viaggio nella Grande Bellezza- La Terra di Gerusalemme”, una produzione Reallife Television per RTI con la collaborazione dell’Uffico Nazionale del Turismo Israeliano, andata in onda in prima serata su Canale 5 nel dicembre scorso e condotta da Cesare Bocci, inizia affondando le radici nella storia d’Israele, dalla fortezza di Masada, passando poi per il deserto del Negev, per la capitale Gerusalemme, la Città Vecchia, lo Yad Vashem e abbracciando, una ad una, le voci che raccontano la complessità, tra tradizione e modernità, la vita dello Stato Ebraico: tra queste voci quella di Samuel Rabinovitch, Rabbino responsabile del Muro Occidentale, di Monsignor Pier Battista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, dell’archeologo di Gerusalemme Dan Bahat e la voce mai sopita di Simcha Rotem, combattente del Ghetto di Varsavia scomparso nel 2018.

     

    A ritirare il premio all’Alcazar a Roma, l’autore Giuseppe Feyles, il regista Roberto Burchielli e il produttore per RealLife Maurizio Rasio. «La puntata dedicata ad Israele è la prima del programma che abbiamo girato all’estero – racconta Feyles a Shalom – abbiamo pensato fosse giusto iniziare da lì, da un Paese bello, vivo e variegato, ricco di culture diverse l’una dall’altra». Un viaggio che si concentra sull’archeologia, la religione, l’arte e la storia d’Israele, ascoltando le voci dei protagonisti incalzate dal conduttore Cesare Bocci. «Prevedevamo di iniziare il programma da Gerusalemme, – continua Feyles – ma quando siamo arrivati nel deserto, a Masada, abbiamo deciso di iniziare da lì: questa, io credo, sia stata una scelta che ha colpito gli spettatori. Siamo rimasti molto tempo nel deserto. Siamo rimasti stregati da quella luce, dai colori e dalla moltitudine di paesaggi che si incontrano durante il viaggio attraverso il Paese».

     

    «Abbiamo trovato un Paese affascinante e siamo entrati nel vivo dell’atmosfera. – commenta il regista Roberto Burchielli – Raccontare tutto questo è stato molto bello. Trovare una luce e dei colori così belli per un regista è meraviglioso, tanto che sarei voluto restare lì. La luce della terra, del cielo, degli edifici, abbiamo lasciato che si raccontasse da sola. Poi la bellezza è venuta fuori da sé…».

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