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    La chiave del successo della campagna vaccinale in Israele, la digitalizzazione del sistema sanitario

    “Noi abbiamo proibito l’ingresso negli hub vaccinali di carta e penna.” Queste le parole di Arnon Shahar, capo della task-force anti-Covid del Maccabi Healthcare Services, descrivendo quale fosse il punto principale della strategia vincente che ha permesso allo Stato ebraico di vaccinare la quasi totalità della sua popolazione, la digitalizzazione del sistema sanitario. 

     

    Proprio questo tema è stato al centro dell’incontro “Lotta al Covid: Italia e Israele a confronto. Scenari presenti e sguardi oltre la crisi”, organizzato da Ricostruire, associazione fondata da Stefano Parisi durante i primi mesi della pandemia, e l’Ambasciata dello Stato d’Israele in Italia, presso la sala convegni del Palazzo delle Carte Geografiche.

     

    A fare gli onori di casa proprio il Presidente di Ricostruire, il quale ha sottolineato le grandi opportunità che la pandemia ha portato con sé, tra questa la trasformazione digitale, il quale faciliterebbe ad affrontare situazioni del genere. Per questo ricorda Parisi, “dobbiamo avere una strategia della digitalizzazione sanitaria. La tecnologia c’è, bisogna usarla”. 

    “La collaborazione che è nata con Israele in questo frangente cosi drammatico, può portare a grandi opportunità” ha sottolineato.

     

    “Il metodo più efficace per combattere la pandemia è farlo insieme” ha esortato Alon Simhayoff, vicecapo Missione della Ambasciata d’Israele in Italia, ricordando inoltre che dal primo novembre sarà possibile andare nello Stato ebraico.

     

    A moderare il convegno Giancarlo Loquenzi, il quale ha introdotto l’ospite d’onore di questo convengo, Arnon Shahar, considerato dal giornalista “testimonial in Italia della campagna vaccinale in Israele”.

     

    “Eravamo pronti a metà novembre per partire con la campagna vaccinale. Io mi sono vaccinato già il 21 dicembre” ha detto Shahar spiegando al pubblico come si sia affrontata la campagna vaccinale.

    Questa sfida è stata affrontata nel migliore dei modi grazie all’avanzato sistema sanitario, dove i dati di tutti i pazienti delle varie casse mutue sono raccolte in un unico database condiviso col fine di facilitare la comunicazione anche con gli ospedali.

    Ma questi dati, sempre nel rispetto della privacy dei cittadini, non sono solo utilizzate all’interno dello Stato d’Israele, ma al mondo intero, “per fronteggiare al meglio le future ondate”.

     

    Tra gli ospiti anche il direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani Francesco Vaia, il quale si è voluto soffermare quelle che saranno le prossime mosse per dare il colpo finale al coronavirus: ampliare l’obbligo vaccinale e spingere le case farmaceutiche ad aggiornare i vaccini. “Bisogna dare un colpo definitivo ed essere pronti a fronteggiare le prossime pandemia” ha concluso Vaia.

     

    A portare la testimonianza delle due campagne vaccinali di maggior successo, quella del Lazio e della Lombardia, sono stati invitati a parlare Alessio D’Amato, Assessore alla salute della Regione Lazio, il quale ha voluto ricordare come lui stesso abbia seguito molto i consigli di Shahar, soprattutto riguardo la rigidità della somministrazione del vaccino per fasce d’età. 

    “Circa il 93% della popolazione adulta ha completato il ciclo vaccinale” ha dichiarato D’Amato ricordando inoltre come “dobbiamo accelerare sulla terza dose”.

     

    “Questa esperienza ci dice che dobbiamo fare squadra e avere una visione sul futuro e saper fronteggiare le future pandemie” ha dichiarato l’assessore. 

     

    Mentre Guido Bertolaso, coordinatore della campagna vaccinale in Lombardia, ha lodato la gestione delle emergenze da parte dello Stato d’Israele, questo perché “la loro lotta alla sopravvivenza gli permette di prendere decisioni tempestivamente”. E per questo ha fatto notare come la campagna vaccinale ha iniziato a spingere proprio quando è stato scelto il Generale Figliuolo, che ha applicato il sistema Israeliano.

     

    A chiudere il convegno l’intervento di Alessandro Marenzi, Vice Direttore di Sky TG 24, che si è soffermato sulle difficoltà della stampa alcune volte a dare un’interpretazione ai dati, e l’intervento di chiusura del capo della task-force anti-Covid del Maccabi il quale ha esortato l’Italia a “a prendere decisioni coraggiose, se si vuole superare questo periodo, se non sarà fatto, sappiamo già quali saranno le conseguenze”.

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