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    MORTO GIORNALISTA ARRIGO LEVI, UNA VITA TRA CARTA STAMPATA E TV

    E’ morto a Modena il giornalista e scrittore Arrigo Levi. Aveva compiuto 94 anni lo scorso 17 luglio. Appartenente a una famiglia della comunità ebraica di Modena, Levi aveva intrapreso una lunga carriera giornalistica che da corrispondente da Israele per la ‘Libertà’ e la ‘Gazzetta di Modena’, lo aveva portato alla Bbc di Londra. E’ stato corrispondente del ‘Corriere della Sera’, ha lavorato in Rai, e poi è diventato inviato de ‘La Stampa’, quotidiano che ha anche diretto. Dal ’98 al 2013 è stato consigliere delle relazioni esterne del Quirinale sotto le presidenze prima di Carlo Azeglio Ciampi e poi di Giorgio Napolitano. 

    Nato a Modena il 17 luglio 1926, membro di un’agiata famiglia della comunità ebraica – costretta alla fuga in Argentina dopo l’emanazione delle leggi razziali da parte del regime fascista – la lunga carriera giornalistica di Arrigo Levi inizia nel paese sudamericano: a Buenos Aires è direttore di “Italia Libera”, organo antifascista dell’emigrazione italiana. Rientrato in Italia, dal 1946 al 1948 è direttore della “Gazzetta di Modena”; dal 1951 al 1953 è corrispondente da Londra per la “Gazzetta del Popolo”; dal 1953 al 1959 è corrispondente da Roma per il “Corriere di Informazione”. Dal 1960 al 1966 è a Mosca come corrispondente prima del “Corriere della sera” e in seguito di “Il Giorno”. Dal 1966 al 1968 è conduttore del telegiornale Rai. Sono gli anni in cui Levi è anche fra le firme di prestigio del mensile Shalom della Comunità ebraica di Roma, allora diretto da Lia Levi, collaborazione con Shalom che Levi rinnovò in occasione dello speciale prodotto per la visita nella sinagoga di Roma di papa Benedetto XVI.

    Dopo essere stato inviato speciale dal 1969 al 1973 per “La Stampa”, dal 1973 al 1978 è redattore capo sempre a “La Stampa” e “Stampa sera”. Dal 1979 al 1983 cura la rubrica dei problemi internazionale del “Times”. Nel 1988 diviene capo editorialista del “Corriere della sera”. Numerosi e di successo i programmi televisivi della Rai che lo vedono protagonista in veste di conduttore o giornalista: “Tam tam” (1981), “Punto sette”, “Punto sette, una vita” e “Tivù tivù” (1982-1987). E ancora, il programma settimanale Rai “I giorni dell’infanzia” (1993), “Emozioni Tv” (1995) e “Gli archivi del Cremlino” (1997) di cui è anche autore con Raffaello Uboldi. Nel 1999 conduce su RaiUno “C’era una volta la Russia”. 

    Tra i suoi tanti libri e saggi figurano: “Il potere in Russia da Stalin a Brezhnev” (1965), “Viaggio fra gli economisti” (1972), “Il comunismo da Budapest a Praga”, “Ipotesi sull’Italia” (1983), “La Dc nell’Italia che cambia” (1984), “Intervista sulla Dc” (1986), “Noi: gli italiani” (1988), “Yitzhak Rabin. 120 giorni per la pace, Le due fedi” (1996). Nel 1987 Levi è stato insignito del Premio Trento per il giornalismo, nel 1995 del Premio Luigi Barzini come miglior corrispondente dell’anno, nel 2001 del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo. Tra i suoi incarichi più recenti, dal 1998 al 15 maggio 2013 Levi è stato consigliere per le relazioni esterne del Quirinale, prima con il presidente Carlo Azeglio Ciampi e poi con Giorgio Napolitano.

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