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    Parashà di Behàr-Bechukkòtay: i miracoli della creazione dello Stato d’Israele

    L’ultima parashà di Vaykrà, quella di Bechukkòtay, comprende le benedizioni che il popolo d’Israele riceverà se osserverà le mitzvòt e le punizioni che potranno venire se farà il contrario. Nel mezzo della serie di punizioni è scritto: ”E renderò la vostra terra desolata e desolati saranno su di essa i vostri nemici che vi risiederanno” (Vaykrà, 26:32). I commentatori osservano che il fatto che la terra rimanga desolata è una punizione. Ma quale punizione è che “saranno desolati  i nemici che vi risiederanno”? Nel Midràsh (Sifrà, 38)  i maestri stessi affermano: “Questa è una cosa positiva e fa sì che gli israeliti non dicano che dal momento in cui siamo stati esiliati dalla nostra terra i nemici la occupano e vi trovano soddisfazione […]”.

    R. Meir Leibush Wisser detto Malbim (Ucraina, 1809-1879), nel suo commento al Midràsh scrive: “Quando sarete esiliati, la terra non manterrà la stessa forza e non avrà la stessa benedizione. Rimarrà desolata cosicché le nazioni che vi risiederanno non vi troveranno soddisfazione […]”. R. Avraham ibn ‘Ezra (Tudela, 1089-167, Calahorra) rinforza la dose commentando: “Sarà così desolata che anche i nemici che vi risiederanno saranno desolati”.

    R. Shimshòn Refael Hirsch (Amburgo, 1810-1888, Francoforte) commenta: “In precedenza la terra era benedetta da Dio e prosperava in modo straordinario. Ora scenderà permanentemente a un livello di produttività inferiore a quello normale […].”

    R. Mordekhai Hakohen (Zefat, 1523-1428  Aleppo) in Siftè Kohen, aggiunge che nella terra rimarrà ancora della kedushà al fine di permettere il ritorno [degli israeliti] e la sua ricostruzione […]. Questo motivo viene sviluppato da R. Joseph Beer Soloveitchik (Belarus, 1903-1993, Boston) in alcune sue lezione  www.oupress.org/yom-haatzmaut-the-rav-on-the-state-of-israel , nell’opera Kol Dodì Dofèk e in Mesoras Harav (p. 229-231). R. Soloveitchik insegnò che lo Stato d’Israele fu creato grazie a una serie di miracoli della Provvidenza. Fu un miracolo la decisione del 29 novembre 1947 delle Nazioni Unite di permettere la creazione dello Stato. Pochi mesi dopo iniziò la Guerra Fredda e una decisione favorevole sia degli Stati Uniti che dell’URSS sarebbe stata impossibile. Se vi fu un motivo per la creazione delle Nazioni Unite fu proprio quello della creazione dello Stato d’Israele. E questo fu di per sé un miracolo per il quale bisogna ringraziare il Creatore del mondo. Un altro miracolo della Provvidenza è che l’Eterno “fece la guardia” ad Erètz Israel per quasi duemila anni. La terra d’Israele “Non ha voluto sposare” nessun altro popolo e non perché non fosse desiderabile. La terra ha una posizione ideale tra Europa e l’Asia. I Crociati  combatterono per conquistarla e per svilupparla, ma tutti i loro sforzi furono invano. E anche i musulmani che si trovavano là non riuscirono a renderla produttiva altro che in piccola parte. E rimasero nello stesso stato primitivo nel quale l’avevano trovata. Gli europei riuscirono a colonizzare l’America, l’Australia e la Nuova Zelanda, ma nessuno riuscì a sviluppare Erètz Israel nonostante i loro sforzi. Oltre cent’anni fa ci provarono perfino i tedeschi, i templari, con colonie vicino a Giaffa, in Giudea e in Galilea, ma con la Grande Guerra i loro sforzi svanirono nel nulla. Il Padrone del mondo ci aveva promesso che “La terra rimarrà desolata” e questa fu la più grande promessa per gli ebrei. I nemici non avrebbero trovato soddisfazione nella terra e la terra d’Israele è rimasta per quasi duemila anni come una donna che attende il ritorno del marito. Questo regalo del Padrone del mondo merita la nostra riconoscenza e il nostro ringraziamento. Per questo diciamo nella birkàt hamazòn: “Ti ringraziamo, Eterno nostro Dio, che ci hai dato in eredità permanente una terra desiderabile, buona e spaziosa”. 

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