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    Racconti sagaci e irriverenti

    Racconti sagaci e irriverenti quelli raccolti nel nuovo libro di Etgar Keret “Un intoppo ai limiti della galassia”. La giusta dose di umorismo accompagnata da cinismo, ironia e una vena di malinconia. Una serie di sketch peculiari ed esilaranti che parlano di vita quotidiana aggiungendo talvolta una lieve nota fantasy. La prima storia è quella di un uomo addetto alla pulizia di gabbie di un circo rumeno. Le gabbie delle leoni erano ok, quelle degli orsi pure, ma quelle degli elefanti erano un incubo. Un bel giorno si fa sparare dal cannone del circo per riuscire a vedere ancora una volta, volando sopra la città, il volto del figlio di cui non sa più nulla da tempo. E ancora la storia di un avvocato che elargisce mariuana in cambio di favori…bizzarri che hanno a che vedere con una scenata durante un processo in tribunale. Un pesce rosso che di notte esce dall’acquario in cui si trova per vedere il suo programma preferito alla tv. Situazioni normalissime i cui personaggi sembrano decontestualizzati, un po’ dadaisti, scene estreme velate da un’amarezza cinica e impertinente. Tutte immagini che sembrano essere in contrappunto. Si inizia a leggere il racconto non sapendo bene cosa aspettarsi, rimanendo un po’ disorientati dai dialoghi. Si passa dall’intelligenza artificiale ai cloni, che, pur dotati di sentimento, soffrono per non essere considerati alla stregua degli umani. 22 racconti intervallati da uno scambio di email tra il gestore di un’escape room di una città israeliana e un certo Michael Warshawsky, figlio di una sopravvissuta alla Shoah. Una richiesta bizzarra, quella del signor Warshawsky, che chiede all’uomo se la madre potrà rifugiarsi in quel locale durante la giornata della memoria della Shoah. Tutte le trame sono bizzarre, alcune forse più di altre. 

    Un buon compromesso tra leggerezza e disincanto, una lingua morbida fatta di dialoghi schietti e personaggi dai sentimenti tanto umani, pur non avendo di umano nemmeno l’aspetto.  

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