Skip to main content

Scarico l’ultimo numero

Scarica il Lunario 5784

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati

    SHOAH: CASELLATI, ‘COLTIVARE MEMORIA PER TRASMETTERLA AI GIOVANI’

    “I giovani del 2000 e l’Olocausto” è più di un titolo: è un impegno solenne a fare in modo che la memoria possa essere nutrita, preservata e divulgata. È la più preziosa eredità che ci è stata consegnata dal ‘900; è il lascito che abbiamo il dovere di trasmettere alle giovani generazioni”. Lo ha dichiarato la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, alla presentazione del film ”Siegfriedsdorf dixieland band”, alla sala Koch a Palazzo Madama. “Saluto e ringrazio Cesare Mangiocavallo, un giovane del quale sentiremo parlare tanto e bene nei prossimi anni, sia in ambito musicale che cinematografico, che ha avuto il coraggio di esordire come regista con un’opera che lascia senza fiato. Un racconto asciutto, essenziale. La brutalità nazista – per dirla con Hannah Arendt – raccontata nella sua sconcertante banalità. “La musica come salvezza, linguaggio universale, coscienza. Un film neorealista, capace di suscitare emozioni forti, di scavare nell’indignazione, di interrogare l’anima. Un film che ci racconta come la fantasia possa trasformare una sega da falegname, un segaccio, in uno strumento dalla melodia celestiale, a dimostrazione di come la vita sia più forte dell’odio e della barbarie”, aggiunge Casellati.

    “La società contemporanea – ha detto ancora Casellati – ha un evidente debito di riconoscenza e di gratitudine nei confronti degli artisti e delle loro opere. È anche e soprattutto grazie a loro se, subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, quando molti volevano solo dimenticare e altri avrebbero voluto cancellare – se non  addirittura negare – quello che era accaduto, non è calato il silenzio su quanto era stato commesso da uomini contro altri uomini, da uomini contro i propri fratelli. Non è un caso. La cultura, la musica, la bellezza non si possono controllare, non sono addomesticabili, non si  possono rinchiudere, neanche dietro il filo spinato”.

    “Negli ultimi decenni – ha poi ricordato il presidente del Senato – tanto e’ stato fatto sotto il profilo dell’insegnamento e della conoscenza, grazie soprattutto al coraggio e agli sforzi delle comunita’ ebraiche italiane”, “un impegno che contribuisce a creare cittadini consapevoli e per il quale ringrazio l’amica Ruth Dureghello – presidente della  Comunita’ ebraica di Roma -. Uno sforzo come detto meritorio, rispetto al quale ogni istituzione e’ chiamata a fare la propria parte, affinche’ quello che e’ successo non possa piu’ accadere. Nessuno puo’ considerarsi immune a prescindere, anche perche’ non dobbiamo dimenticare che, nel 1938, tutti gli ambiti della vita pubblica furono sconvolti dall’entrata in vigore di quelle “leggi razziste” che rappresentano il punto piu’ basso della nostra civilta’”.

    “Anche il Senato – ha proseguito Casellati – ha saputo interpretare – con varie iniziative di sensibilizzazione – questa necessità, dimostrando una reale e fattiva condivisione da parte di tutte le forze politiche per respingere e combattere qualsiasi rigurgito di antisemitismo dalla vita del Paese. Il passare degli anni deve però spingerci ad un’ulteriore riflessione su quali potranno essere le migliori forme e attività divulgative per fare in modo che i nostri figli e i nostri nipoti, e i loro figli e i loro nipoti, non debbano più confrontarsi con il mostro dell’odio razziale”. “Una riflessione che parta quindi dalla straordinaria capacità di raccontare cosa è accaduto da parte dei sopravvissuti – e il Senato della Repubblica può e deve dirsi onorato di avere tra i propri banchi  la senatrice Liliana Segre, alla quale va tutta la mia gratitudine per quanto fatto nell’arco della sua vita e per quanto farà ancora al servizio del Paese.

    CONDIVIDI SU: