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    Via il nome del rettore fascista D’Achiardi dalle strade di Pisa – nel ’38 cacciò gli ebrei dall’università

    La giunta comunale di Pisa ha approvato una delibera, proposta dal sindaco Michele Conti, sul cambio di nome della strada intitolata a Giovanni D’Achiardi, il rettore fascista che nel 1938, anno della promulgazione delle leggi razziali, cacciò 200 ebrei, tra studenti e docenti, dall’università. Dunque via il nome di D’Achiardi dalle strade della città. È stata poi approvata un’altra delibera per la quale un’area adiacente alla via, che sino ad ora portava il nome del rettore fascista, sarà intitolata a Raffaello Menasci, docente ebreo espulso dall’università e deportato ad Auschwitz.

     

    “Su via D’Achiardi – ha detto il sindaco – sono state spese molte parole, raccolte firme, il consiglio comunale con le proprie sensibilità si è confrontato sull’argomento. Abbiamo deciso di prendere in mano la situazione e far approvare in giunta un atto per cambiare nome alla strada intitolata al rettore dell’Università di Pisa che si rese responsabile dell’espulsione di studenti e docenti ebrei dell’ateneo pisano. Via D’Achiardi è lì dagli anni ’60, i sindaci che mi hanno preceduto non hanno pensato a cambiarla: lo farò io, volentieri”.

     

    Il sindaco ha poi sottolineato come sia stata proprio la città di Pisa il 5 settembre del ‘38 il triste teatro della firma delle leggi razziali da parte di re Vittorio Emanuele. “È come se la storia avesse assegnato proprio a noi il compito e la responsabilità di fare più degli altri nell’assumere l’impegno della commemorazione e nella lotta contro l’antisemitismo” ha detto il sindaco.

     

    “Faccio mie le parole di Giorgia Meloni alla festa ebraica Hannukkah – ha concluso il primo cittadino -, parlando della resilienza del popolo ebraico che ha attraversato tante atrocità, compresa l’ignominia delle leggi razziali: ‘Le tenebre del mondo non spengono la luce’. Via D’Achiardi diventerà ‘via Giusti tra le nazioni’, in memoria di coloro che hanno agito in modo eroico per salvare anche un solo ebreo dall’abisso della Shoah”.

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