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    Addio a Mel Mermelstein, il sopravvissuto che affrontò in tribunale i negazionisti della Shoah

    È morto Mel Mermelstein, il sopravvissuto alla Shoah che vinse una battaglia giudiziaria contro un gruppo di negazionisti. Si è spento all’età di 95 anni nella sua casa di Long Beach, in California, per complicanze del Covid-19.

    Nato nell’allora Cecoslovacchia, a 17 anni, Mermelstein fu deportato insieme ai genitori e ai fratelli nel campo di sterminio di Auschwitz, nel 1944. Unico superstite della famiglia, dopo la guerra, decise di emigrare negli Stati Uniti e di diventare testimone della Shoah. 

    Nel 1979 affrontò l’Institute for Historical Review, un gruppo negazionista, che offriva provocatoriamente 50mila dollari a chiunque potesse provare l’utilizzo da parte dei nazisti delle camere a gas per sterminare gli ebrei. 

    Secondo il New York Times, Mermelstein “fornì all’istituto documenti, testimonianze, storie, fotografie e persino una lattina che conteneva Zyklon B. Raccontò di aver visto sua madre e sua sorella condotte nelle camere a gas”. 

    In seguito a risposte ostili da parte dei negazionisti, Mermelstein decise di portare la vicenda in tribunale, e dopo 5 anni, la Corte Superiore di Los Angeles stabilì che la Shoah fosse ‘un fatto indiscutibile’. L’Institute for Historical Review fu costretto a pubbliche scuse e al pagamento di 90mila dollari.  

    Negli anni successivi Mermelstein aprì un piccolo museo, con 700 pezzi recuperati durante i suoi 40 viaggi nei campi di sterminio nazista ed istituì l’Auschwitz Study Foundation al fine di mantenere vivo il ricordo della Shoah nelle generazioni future. Scrisse anche il libro di memorie “By Bread Alone: The Story of A-4685”. 

    A raccontare l’intera vicenda legale, il film del 1991 “Never Forget”, in cui Leonard Nimoy interpreta Mel Mermelstein.

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