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    Alla riscoperta di Maimonide

    “…I didn’t know what Philosophy was, but I had a vague
    notion that it was something important and that I would learn more about it
    someday.”
    È all’età di
    nove anni che Micah Goodman si imbatte nella “Guida dei perplessi”, presso la
    Yehuda Halevy Synagoge a Gerusalemme.
    “In my early teens, I saw the
    book again, in the library of a small town in the south of Israel (…) and I saw
    that the shelves were marked “Up to Maimonides” and “After Maimonides”.

    Doveva
    essere un tipo importante questo Maimonide pensò Micah, e importante deve
    essere la sua “Guida dei perplessi” (Moreh Nekuvim). Un testo pieno di
    contraddizioni e occulte rivelazioni, che fornisce al lettore la possibilità di
    risolvere e meditare sulle aporie. In “Maimonides, and the Book That Changed
    Judaism” Micah Goodman, docente presso l’Hebrew University di Gerusalemme e
    scrittore di cui La Giuntina ha di recente pubblicato “L’ultimo discorso di Mosè”,
    tenta di dipanare alcuni dubbi e aprire riflessioni e confronti con l’altro
    grande pilastro dell’ebraismo: il Mishneh Torah, che scritto tra il 1170 e il
    1180 in Egitto, è organico e rigoroso nella sua aderenza al Talmud. Su “La
    guida dei perplessi” non era stato pubblicato alcun libro in Israele, ecco
    perché lo scrittore si è dedicato a un saggio che ne spiegasse struttura e
    svolgimento. Goodman suddivide il libro in tre parti: God, Torah, and
    Perplexity trattando anche di politica, messianismo e rivelazione. “Dopo più di
    otto secoli dalla stesura la Guida dei perplessi rimane l’Everest del pensiero
    ebraico e Micah Goodman, tra i più brillanti pensatori ebrei contemporanei, ha
    fornito un’introduzione superlativa allo scritto di Maimonide.” Così si pronuncia
    Rabbi Lord Jonathan Sacks riguardo a questo testo che scorre via veloce per
    chiarezza e lucidità. Riflettere sui grandi classici del pensiero è una sfida
    notevole per tutti perché è facile inciampare in banalità. La bravura sta nel
    cogliere novità e spunti di riflessioni che siano in grado di dialogare con i
    dilemmi che il presente ci pone, cercando, laddove è possibile, soluzioni e
    spiegazioni che li dipanino.

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