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    Emergenza Coronavirus: messaggio dei capi rabbino per Shabbat HaGadol

    E’ il momento di stare uniti, in preghiera nelle nostre case, rispettando i protocolli di sicurezza ma compatti. E’ il messaggio che i Rabbini Capo del Mondo hanno inviato con una lettera aperta a tutti i fedeli in occasione dello Shabbat prima della Pesach, la Pasqua ebraica. “Questo shabbat – si legge nel testo – si chiama Shabbat HaGadol, il grande shabbat. Fu celebrato per la prima volta alla nascita del popolo ebraico, alcuni momenti prima dell’alba della nostra liberazione dalla schiavitu’ egiziana. Ogni famiglia ebraica, sola nella sua casa in Egitto, sedeva con fervore anticipando il sogno comune di liberazione e autodeterminazione. 3332 anni dopo questo Shabbat HaGadol, ci sediamo anche noi, isolati nelle nostre case, uniti ancora una volta dalle nostre ferventi preghiere per il sollievo dalla pandemia globale che ha scosso il nostro mondo profondamente”. I Rabbini Capo del mondo invitano tutti gli ebrei ad “aderire, con totale dedizione, ai protocolli di sicurezza e salute stabiliti dai loro paesi”. 

    “Invitiamo gli ebrei di tutto il mondo – si legge nel testo – a rendere questo Shabbat HaGadol uno shabbat di gentilezza, uno shabbat di preghiera e uno Shabbat di connessione con il divino – attingendo al potere trasformativo dello Shabbat. Invitiamo gli ebrei di tutto il mondo a fare queste tre cose: chiamare o mandare messaggi agli altri con parole di supporto prima di Shabbat. Nella nostra missione globale di proteggere ognuno, ci troviamo fisicamente distanti l’uno dall’altro. Molti di noi sono completamente soli. Chiama o manda un messaggio a qualcuno che sai che si trova da solo o in difficolta’, auguragli shabbat shalom e rivolgigli parole di supporto e incoraggiamento. C’e’ molto che non possiamo fare in questo momento, ma non dobbiamo sottovalutare il potere che abbiamo di sollevarci, incoraggiarci e supportarci l’uno con l’altro. Prega per tutti prima di accendere le candele”. Nella lettera, i Rabbini Capo affermano che dal momento in cui “la devastazione del Covid-19 riguarda tutto il mondo, molte persone hanno bisogno delle nostre preghiere. Preghiamo per il nostro Padre dei Cieli insieme, per ognuno di noi e per tutta l’umanita’. Osserviamo questo shabbat insieme. Portiamo questo Shabbat nelle nostre case insieme e sfruttiamo il suo incommensurabile potere rinvigorente. Connettiamoci alla luce e all’amore e disconnettiamoci dall’inarrestabile ciclo di notizie per 25 preziose ore. Riempiamo le nostre case con le raggianti luci delle candele di Shabbat insieme. Proclamiamo la sovranita’ di Dio onnipotente sul mondo, percepiamo il suo amorevole abbraccio quando recitiamo insieme il Kiddush. Cuciniamo prima di shabbat, mettiamo da parte le chiavi della macchina, vestiamoci, spegniamo tutti i dispositivi elettronici, mangiamo, cantiamo, preghiamo, speriamo e sogniamo insieme. Questo e’ il momento per noi di radunarci insieme compatti. Questo e’ il momento di stare insieme, di dare il benvenuto allo shabbat insieme, come un solo popolo con un solo cuore. Possiamo tutti trovare conforto e forza nello shabbat e l’uno nell’altro. Possa essere uno Shabbat HaGadol, un grande shabbat – concludono nella lettera – nel piu’ completo senso possibile. E possa Dio portare salute e guarigione al Suo mondo”. 

    Fra i firmatari del messaggio il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, i rabbini capo di Israele David Lau e Yizchak Yosef, il capo rabbino di Francia Haim Kurdistan, il capo rabbino di Russia Berel Lazar, il capo rabbino del Regno Unito Ephraim Mirvis.

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