Skip to main content

Scarico l’ultimo numero

Scarica il Lunario 5784

Contatti

Lungotevere Raffaello Sanzio 14

00153 Roma

Tel. 0687450205

redazione@shalom.it

Le condizioni per l’utilizzo di testi, foto e illustrazioni coperti da copyright sono concordate con i detentori prima della pubblicazione. Qualora non fosse stato possibile, Shalom si dichiara disposta a riconoscerne il giusto compenso.
Abbonati

    Golfo Persico: due mesi di sabotaggi e di tensione crescente tra Usa e Iran

    Il tentativo iraniano di intercettare una petroliera britannica nell’area del Golfo Persico, sventato dall’intervento di una nave della Royal Navy, e’ solo l’ultimo episodio di un’escalation di tensione nell’area del Golfo. Un’escalation che si intreccia al braccio di ferro tra Iran e Usa sull’accordo nucleare. Di seguito i principali capitoli della ‘guerra’ delle petroliere.

    5 MAGGIO: Gli Stati Uniti annunciano l’invio nel Golfo di una task force di bombardieri e della portaerei USS Abraham Lincoln, in risposta ai “preoccupanti segnali di innalzamento della tensione e allarmi” connessi all’Iran. Washington annuncia il dispiegamento nella regione anche di una nave d’assalto anfibia e di una batteria di missili anti-aerei Patriot.

    12 MAGGIO: Due petroliere saudite e altre due navi vengono danneggiate in misteriosi “sabotaggi”, al largo delle coste di Fujairah, porto strategico negli Emirati Arabi Uniti, alternativo all’iraniano Hormuz, da dove a oggi passa la maggior parte delle esportazioni di greggio. Teheran, che ha piu’ volte minacciato di chiudere lo Stretto di Hormuz in caso di scontro militare con gli Usa, definisce gli incidenti “allarmanti e spiacevoli”.

    14 MAGGIO: I ribelli yemeniti filo-iraniani Huthi conducono un attacco con droni vicino Riad, colpendo un cruciale oleodotto saudita. Due giorni dopo, la coalizione a guida saudita bombarda la capitale Sanaa, controllata dai ribelli.

    15 MAGGIO: Il dipartimento di Stato americano ordina a tutti i funzionari governativi impiegati nei servizi non indispensabili di lasciare l’Iraq, per via del rischio di possibili azioni di rappresaglia da parte delle milizie irachene legate all’Iran.           –

    13 GIUGNO: Due petroliere, una norvegese e una giapponese, vengono “attaccate” nel Golfo di Oman. Gli Usa accusano l’Iran che nega e denuncia una tempistica sospetta, proprio nel giorno dei colloqui tra il leader supremo Khamenei e il premier giapponese Shinzo Abe.     

    20 GIUGNO: Un drone statunitense viene abbattuto da un missile terra-aria iraniano mentre volava nei pressi dello stretto di Hormuz. Secondo l’Iran il drone è stato abbattuto mentre volava sullo stretto in territorio iraniano. Per gli Usa, invece, il drone stava volando nello spazio aereo internazionale. Per Teheran, si trattava di un drone “spia”, il Northrop Grumman RQ-4 Global Hawk da ricognizione, che può volare ad altezze elevate per oltre trenta ore e raccogliere immagini in alta risoluzione, quasi in tempo reale con qualsiasi condizione meteorologica. Secondo Abc News, invece, il drone abbattuto era un MQ-4C Triton della Marina Usa.

    4 LUGLIO: Al largo della Rocca di Gibilterra, uomini della Royal Marine salgono bordo e dirottano la petroliera Grace 1, in viaggio verso la Siria, che si sospetta trasporti petrolio iraniano verso la raffineria di Baniyas, in Siria. La raffineria e’ soggetta alle sanzioni dell’Ue contro il regime di Damasco. La petroliera e’ ancora sotto sequestro  nell’enclave britannica.

    CONDIVIDI SU: